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Generative AI e storytelling per tour e attività: cosa stanno facendo Klook e GetYourGuide e cosa significa davvero per i piccoli operatori

By Dicembre 4, 2025No Comments
generative ai tour

Generative AI nei tour e attività: non è solo una tecnologia, ma un nuovo linguaggio che sta nascendo nel turismo.
Non è fatto solo di immagini o di recensioni. Non è fatto di blog post, né di video verticali.
È un linguaggio ibrido, sospeso tra tecnologia e umanità, creato dalle prime piattaforme che stanno usando l’intelligenza artificiale non solo per automatizzare, ma per raccontare.

Da una parte c’è Klook, gigante asiatico delle esperienze, che ha appena ampliato la sua collaborazione con Google Cloud per costruire una vera e propria infrastruttura AI condivisa, un “tessuto connettivo” che attraversa prodotti, contenuti, sviluppo e relazione con i partner.
Dall’altra c’è GetYourGuide, che sta affrontando un tema centrale: come si differenzia un’esperienza quando tutto, dalle descrizioni ai filtri, dalle foto ai prezzi, sembra rendere ogni tour intercambiabile?

Entrambe le piattaforme stanno usando la generative AI, ma non nella forma che molti temevano: non per sostituire la voce umana, bensì per rafforzarla, accelerarla, renderla più visibile in un mondo che cambia alla velocità dei feed.

Ed è qui che il racconto diventa interessante per gli operatori locali: il modo in cui i grandi stanno usando l’AI indica dove si sta muovendo tutto il mercato e quali strumenti stanno già diventando indispensabili.

Klook: l’AI come motore invisibile, dal contenuto alla tecnologia

Klook ha iniziato poco più di un anno fa a testare la generative AI per un compito molto concreto: creare e localizzare le descrizioni delle esperienze nelle varie lingue del marketplace. Il risultato? Una rivoluzione silenziosa.

Grazie ai modelli di Google — prima PaLM-2, ora Gemini — il tempo necessario per produrre i contenuti si è ridotto di oltre l’80%.
Non solo: la qualità delle traduzioni è aumentata, la coerenza tra le pagine è migliorata e l’intero processo editoriale si è trasformato in un flusso continuo invece che in un lavoro artigianale “a blocchi”.

Ma la parte sorprendente è ciò che sta accadendo dietro le quinte.

Gli ingegneri di Klook hanno integrato gli strumenti generativi anche nello sviluppo software:
la revisione del codice è diventata il 60% più veloce, il caricamento delle pagine e la performance del sito sono migliorati fino al 70%, e task che prima richiedevano giorni oggi si risolvono in ore.

Non è solo efficienza: è un nuovo modo di pensare la scalabilità in un’azienda che cresce in decine di mercati.

E ora, con la nuova infrastruttura AI centralizzata, Klook sta lavorando su tre direzioni che raccontano bene dove sta andando il settore:

Aiutare i viaggiatori a scegliere tra esperienze simili

La prossima grande novità sarà una sorta di shopping guide intelligente. L’AI analizzerà migliaia di recensioni, estrarrà pattern e riassumerà le differenze tra tour simili (durata, qualità della guida, livello di comfort, atmosfera, ciò che la gente ha apprezzato di più) per aiutare il viaggiatore a prendere decisioni informate. Un assistente, quindi, che non si limita a mostrare, ma interpreta.

Resitituire insight utili agli operatori

Un altro strumento, già in test, analizza automaticamente le recensioni degli utenti e crea un report con feedback pratici per i partner. L’AI non sta sostituendo i merchant manager (che sarà sempre fondamentale per orientare le scelte strategiche) ma sta ampliando la capacità di analizzare dati che prima erano troppo frammentati.

Migliorare la produttività interna

Dalla SEO al controllo dei costi, dai flussi di marketing ai processi finanziari, la generative AI sta diventando un co-pilota. E la direzione è chiara: un giorno, l’intera app di Klook potrebbe diventare una conversazione, dove il viaggiatore chiede e l’AI risponde usando una base dati fatta di recensioni reali e insight locali.

GetYourGuide: quando l’AI diventa un modo per tornare all’umano

Se Klook lavora soprattutto sull’efficienza e sulle infrastrutture, GetYourGuide sta cercando di rispondere a un bisogno più emotivo e profondo: come evitare che tutte le esperienze sembrino uguali?

Nella sua release autunnale, presentata all’Unlocked Summit di Berlino, la piattaforma ha dichiarato apertamente di voler contrastare la “commoditizzazione” delle attività ovvero quella sensazione per cui ogni tour somiglia a un altro, al punto che il viaggio diventa un confronto tra prezzi anziché tra storie. La risposta è arrivata su più livelli.

L’intelligenza artificiale per leggere davvero le recensioni

GetYourGuide ha introdotto sistemi che sintetizzano automaticamente migliaia di review per mostrare agli operatori che cosa conta davvero per i clienti. Non è un elenco di aggettivi, ma un modo nuovo di identificare ciò che genera valore.

E c’è un dato chiave: la maggior parte delle recensioni a cinque stelle parla delle guide.
Delle loro parole, della loro energia, della loro capacità di trasformare un tour in qualcosa di memorabile. In un mondo dove l’AI può produrre pagine infinite di testo, ciò che resta unico è l’interazione umana.

Strumenti per aiutare gli operatori a gestire il flusso

Ci sono anche innovazioni molto pratiche: nuovi layout delle attività, un wizard che mostra esattamente ciò che vede il cliente, automazioni per i pickup, filtri più intelligenti per la ricerca.

Ma una delle funzionalità più interessanti è l’“AI Reply Optimizer”: uno strumento che aiuta gli operatori a rispondere alle recensioni in modo più efficace, più veloce e più coerente. Perché nell’ecosistema delle OTA, ogni risposta è un pezzo di identità del brand.

Un’apertura verso nuove categorie

GetYourGuide sta anche uscendo dal perimetro classico del “tour”: multi-day itineraries, show, eventi culturali. Un’espansione che cambia le regole del gioco per gli operatori che lavorano su prodotti più complessi e meno standardizzabili.

Il punto chiave, nelle parole del COO Tao Tao, è che nell’era dell’intelligenza artificiale, la vera differenza rimane la qualità della connessione umana. L’AI può supportare, evidenziare, velocizzare… ma ciò che rende un tour memorabile è ancora la guida, la storia, la cura. E questo, curiosamente, è proprio il punto in cui i piccoli operatori tornano protagonisti.

E i piccoli operatori? Sì, possono farlo. Ma non da soli.

Fino a qui potresti pensare: “Tutto bello, ma io non sono Klook né GetYourGuide. Non ho Google Cloud, non ho un reparto AI, non ho milioni di dati.” Ed è vero.
Ma non è questo che ti serve per iniziare a usare l’AI in modo efficace.

La forza dell’AI generativa – nel turismo locale – sta nella sua capacità di potenziare la voce umana, non di sostituirla. Serve a scrivere micro-copy più efficaci, a tradurre senza perdere senso, a creare descrizioni più emozionali, a costruire storytelling più coerenti, mantenendo però l’autenticità.

Quello che manca ai piccoli operatori, spesso, non è lo strumento. È la strategia.

Un operatore ha bisogno di una guida per capire come trasformare contenuti, recensioni e domande dei viaggiatori in materiale utile per SEO, AIO e visibilità reale nelle conversazioni AI.

Ecco un esempio concreto che rappresenta un’utile aggancio con il lavoro di Xeniapro.

Dalla SEO all’AIO: l’esperienza di Adrenalima

Quando abbiamo iniziato il progetto AIO con Adrenalima, operatore outdoor in Toscana, il punto di partenza è stato molto diverso da quello delle grandi piattaforme: zero AI infrastructure, nessun database multimilionario, nessun team dedicato.

Eppure i risultati sono arrivati. Come?

Con lo stesso principio che oggi guida Klook e GetYourGuide: le recensioni come dati strategici, non solo come reputazione.

Abbiamo raccolto, analizzato e “ascoltato” tutto ciò che i viaggiatori dicevano nei loro feedback: timori, desideri, pattern ricorrenti, esigenze delle famiglie, dettagli che influenzavano la scelta dei tour. Abbiamo trasformato queste informazioni in:

  • contenuti SEO e AIO altamente rilevanti;
  • nuove pagine orientate alle ricerche conversazionali;
  • FAQ ottimizzate per chatbot e motori AI;
  • una narrazione di marca più solida e riconoscibile;
  • un posizionamento chiaro sui segmenti più ricercati.

Esattamente come fa oggi Klook su scala globale, ma adattato al contesto di un operatore locale.

Il risultato? Adrenalima è comparsa in oltre un quarto delle conversazioni AI rilevanti, con un rimando diretto al sito ufficiale in più della metà dei casi. Le ricerche di nicchia sono esplose del +35% e il brand è oggi percepito come più affidabile, più competente, più adatto a famiglie e principianti.

Ma soprattutto: il lavoro fatto sulle recensioni ha permesso all’AI di “riconoscere” l’identità dell’azienda. Senza quella base umana, nessun modello generativo avrebbe potuto farlo.

L’AI funziona davvero quando è guidata.

Questo è il messaggio più importante per gli operatori del settore. La Generative AI è uno strumento incredibile – lo dimostrano Klook e GetYourGuide – ma da sola non basta.
Serve una direzione, una strategia, la capacità di leggere i dati e tradurli in contenuti, pagine, funnel, FAQ, narrazioni.

Serve qualcuno che ti aiuti a capire:

  • quali contenuti servono per apparire nelle conversazioni AI;
  • quali domande reali fanno i tuoi viaggiatori;
  • quali segmenti stanno emergendo;
  • come usare le recensioni come materia prima per il posizionamento;
  • come unire SEO e AIO in un ecosistema unico.

Ed è esattamente ciò che facciamo ogni giorno.

La Generative AI non toglie autenticità ai piccoli operatori; anzi, amplifica quella voce che spesso rimane nascosta sotto la superficie delle OTA.

Se vuoi capire come trasformare l’AI in un vantaggio concreto per la tua attività, proprio come hanno fatto i grandi player e gli operatori con cui lavoriamo, possiamo iniziare da qui: costruiamo una strategia che ti aiuta a analizzare le recensioni, le pagine, i tuoi contenuti e le domande reali dei tuoi clienti.

La tecnologia corre veloce. La differenza, nel turismo, la farai ancora tu. Con la tua storia. E con il modo in cui scegli di raccontarla.