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Turismo femminile e turismo trasformativo: quando i tour operator puntano alla verticalizzazione

Sempre più donne, di ogni età, scelgono di partire da sole alla ricerca di qualcosa che vada oltre la semplice vacanza: uno spazio solo per sé, un tempo sospeso, un’esperienza che possa lasciare davvero il segno.

Questo tipo di viaggio rientra in un filone più ampio: quello del turismo femminile o trasformativo, che mette al centro benessere interiore, crescita personale e intenzionalità. Un settore in espansione che assume forme diverse, accomunate dal desiderio di vivere esperienze significative e rigenerative.

I viaggi al femminile, in particolare quelli in solitaria, sono una delle espressioni più chiare di questo approccio. Non si parte solo per staccare, ma per riconnettersi con sé stesse, per ascoltare il proprio ritmo, per aprirsi a esperienze autentiche. In risposta a questo desiderio profondo, si stanno moltiplicando proposte immersive e ben strutturate, spesso articolate su più giorni, che combinano cammini, natura, ascolto e relazione.

Molti operatori stanno quindi scegliendo di puntare su una specializzazione verticale: si rivolgono a una nicchia chiara, curano ogni dettaglio in modo coerente e costruiscono viaggi capaci di parlare davvero alle esigenze delle persone. Perché quando il viaggio incontra un’intenzione autentica, può diventare un vero strumento di trasformazione.

Il boom del solo travel al femminile

Il fenomeno del solo travel al femminile non è una moda passeggera, ma una vera rivoluzione culturale. Sempre più donne scelgono di partire da sole per ascoltarsi, sfidarsi, ritrovarsi. Un bisogno che attraversa età, professioni e fasi di vita diverse e che trova risposte in proposte di viaggio su misura, lontane dai cliché.

Nel 2025 questo trend ha raggiunto una portata significativa: le donne rappresentano circa il 71% di tutti i viaggiatori solitari, secondo Virtuoso. Sempre più giovani, in particolare Millennial e Gen Z, si avventurano da sole: il 76% di loro ha pianificato almeno un viaggio individuale nel 2024.

Non si tratta solo di libertà, ma di una scelta consapevole: le donne scelgono viaggi multi-day con guida, natura, benessere e momenti di introspezione: un segmento in forte crescita e di grande interesse per chi pensa il turismo come esperienza trasformativa.

Super vertical: quando il tour operator diventa identità

In questo scenario, la verticalità non è solo una strategia di posizionamento, ma una vera e propria scelta valoriale. Significa creare esperienze in linea con un linguaggio, una missione, una comunità specifica. Un esempio emblematico è Destinazione Umana, un tour operator che non si rivolge a “tutti”, ma parla con forza e autenticità a un pubblico preciso: donne che vogliono mettersi al centro del proprio viaggio, a partire da sé stesse.

Fondata da Silvia Salmeri, imprenditrice, formatrice e pioniera del cosiddetto “turismo ispirazionale”, Destinazione Umana propone viaggi a piedi in piccoli gruppi, pensati per rallentare, riflettere e riconnettersi con sé stesse e con l’ambiente circostante.

Dal Cammino Kalabria Coast to Coast, tra paesaggi selvaggi e pratiche di mindfulness, ai Weekend di scrittura sui colli bolognesi, che uniscono trekking leggero, esercizi autobiografici e momenti di condivisione, ogni proposta è un’opportunità per entrare in relazione non solo con il proprio mondo interiore, ma anche con le comunità locali che accolgono il gruppo.

Questi non sono tour “preconfezionati”, ma esperienze costruite attorno a una domanda essenziale: “Come vuoi sentirti?”. Ogni viaggio è accompagnato da un doppio travel counseling, un diario ispirazionale e, elemento distintivo, la presenza di una psicologa che supporta il gruppo nel pre e post partenza. Il risultato? Un’esperienza trasformativa, intensa e profondamente femminile, che unisce natura, relazione e consapevolezza.

Turismo olistico: esperienze che integrano corpo, mente e territorio

Accanto ai viaggi al femminile, cresce anche l’interesse verso il turismo olistico o trasformativo, dove l’esperienza del viaggio diventa occasione di crescita. Un esempio interessante è Nuadventure, che propone eco-avventure immersive in Sardegna, con piccoli gruppi e un approccio centrato su sostenibilità, immersione autentica e sviluppo personale. Le loro esperienze non sono semplici itinerari, ma percorsi disegnati con cura per generare connessione e cambiamento. Tutto parte dall’immersione autentica: i viaggi si svolgono a stretto contatto con le comunità locali, guidati da persone del posto che conoscono la terra, le storie, le tradizioni.

La seconda anima è quella delle eco-avventure, pensate per avere un impatto positivo sui territori attraversati. Si cammina nella natura, la si rispetta, la si sostiene per lasciare il luogo meglio di come lo si è trovato. C’è poi l’elemento della crescita personale: attività pensate per stimolare il corpo e aprire la mente, tra escursioni, esercizi di consapevolezza, momenti di gioco e piccoli riti collettivi. La sfida non è solo fisica, ma anche emotiva.

E infine, un altro punto fermo: i gruppi piccoli. Perché solo in gruppi ristretti si creano le condizioni per relazioni autentiche, dialoghi veri, esperienze che restano. Qui non si viaggia per accumulare tappe, ma per costruire ricordi condivisi e trasformazioni durature.

Perché il multi-day fa la differenza

Nel turismo esperienziale sta prendendo forma una nuova modalità di viaggio che rappresenta una possibile alternativa al classico multi-day. Non si tratta solo di allungare la durata del soggiorno, ma di ripensare completamente il modo in cui il tempo viene vissuto durante il viaggio.

Queste proposte combinano l’intensità dell’esperienza con la possibilità di rimanere immerse nel contesto per più giorni, generando un impatto più profondo. È una ridefinizione del concetto di multi-day, che non coincide semplicemente con un itinerario lungo, ma con formati immersivi, costruiti per favorire l’ascolto, la trasformazione personale e la relazione autentica con il gruppo e con i luoghi.

Tour operator verticali e identitari stanno dando vita a una nuova generazione di proposte in cui experience e multidays si fondono: cammini guidati, ritiri, laboratori, esplorazioni a tappe diventano strumenti per creare una narrazione personale e condivisa.

In questi contesti, il tempo non è solo una cornice, ma un ingrediente attivo: consente di entrare in relazione vera con il gruppo, con il luogo, con sé stesse. È un tempo disteso, pensato, trasformativo.

Il multidays, in questa chiave, non è una semplice scelta operativa: è ciò che permette all’esperienza di sedimentare, di agire in profondità, di lasciare un segno.

Viaggi che lasciano il segno

Che si parta da sole o in piccoli gruppi, che si scelga un cammino con counseling o un’immersione nella natura più autentica, ciò che accomuna queste esperienze è l’intenzione. E sono proprio le realtà verticali, identitarie e trasformative a offrire risposte coerenti a questo bisogno. Non sono viaggi da “mettere in valigia”, ma occasioni per mettersi in gioco, riscrivere i propri confini, ritrovare la propria voce.

L’esempio di Destinazione Umana o di Nuadventure è utile per capire che questi tour operator non stanno semplicemente intercettando un trend, ma stanno dando forma a un nuovo modo di pensare il turismo: più profondo, più attento, più umano. Un turismo dove il tempo ha valore, la comunità conta, e ogni tappa è anche una scoperta interiore.

E in un mondo dove tutto corre veloce, forse è proprio questo il vero lusso: fermarsi, ascoltare, viaggiare per davvero.