Dopo la proclamazione del 2018 come l’anno del cibo italiano, l’oggi ex ministro Franceschini ha dichiarato il 2019 l’anno del turismo lento. Di che si tratta? Quali sono le logiche dietro la domanda di un’offerta turistica “lenta”? E come possono muoversi gli oepratori del settore, dai tour operator ai fornitori di attività a destinazione, per raggiungere questa fetta di mercato?

Il turismo slow dà una nuova definizione al concetto di tempo

“Il movimento slow non è un’apologia della pigrizia, né della lentezza. È una questione di ragione ed equilibrio, che riguarda la gestione del tempo, l’organizzazione e la responsabilità”.

Così definisce il movimento slow Pierre Moniz Barreto, autore del libro Slow Business, dove analizza gli effetti del movimento Slow applicato al mondo che meno sembra appartenere a un movimento simile, quello imprenditoriale.

Non possiamo parlare di turismo lento o “slow” senza considerare la filosofia che ne è alla base, il movimento slow, il quale punta a ridefinire i concetti di tempo, produttività ed efficienza nel rispetto della persona e di equilibrio personale.

La vita frenetica, per così dire “da fast food” in cui ci troviamo invischiati tutti i giorni, una realtà in cui quello che facciamo non sembra mai abbastanza, in cui siamo (o meglio ci sentiamo) sempre in ritardo, le aspettative aumentano a dismisura, la pressione si fa insopportabile, affrontare la sfida al benessere psico-fisico della persona si fa sempre più urgente.

E lo slow tourism non è altro che l’applicazione della filosofia slow nei momenti di svago e relax dalla vita di tutti i giorni; non si tratta di una mera categoria di viaggio ma di un vero e proprio mindset. Infatti, non parliamo soltanto di vacanze o di weekend fuoriporta: il turismo slow lo si può vivere anche nell’infinità di un momento passato a passeggiare per le vie della propria città. Il viaggiatore Slow è il viaggiatore che vuole imparare a rispettare sé stesso, il mondo che lo circonda e vuole imparare a conoscerlo con la consapevolezza che merita, assaporando letteralmente ogni momento come magico, unico e consapevolmente irripetibile.

2019 anno del turismo lento slow tourism_definizione

Viene da sé che un’offerta di turismo lento non può essere un’offerta di massa.

Vivere un’esperienza turistica slow può avvenire in tantissimi modi. Tra le attività più note possiamo annoverare le modalità di viaggio collegate ad una forma di spostamento più “lenta” come il cicloturismo, il trekking, le escursioni in montagna, a piedi o a cavallo, una passeggiata per le viuzze di un piccolo borgo ma anche più uniche e speciale, come una gita in barca alla scoperta delle calette meno note della regione.

Il turismo slow è tutto questo ma allo stesso parte da una concezione totalmente diversa dell’esperienza: lo slow traveler non parte dal presupposto di voler spuntare un’altra voce della sua “bucket list”, ma vuole vivere sé stesso, il territorio, la cultura e la società che lo circonda con nuova consapevolezza del momento intrinseco in cui si trova a viverlo, prendendosi il tempo necessario per farlo.

 

 

L’anno del turismo lento dovrà essere anche sostenibile

La sostenibilità ben si sposa con ogni sua commercializzazione del termine. Tuttavia, nel caso del turismo lento, la consapevolezza e la maturità ricercata nel viaggio rendono la sostenibilità un elemento imprescindibile dell’esperienza.

“Il 2019 Anno del turismo lento sarà un ulteriore modo per valorizzare i territori italiani meno conosciuti dal turismo internazionale e rilanciarli in chiave sostenibile favorendo esperienze di viaggio innovative, dai treni storici a alta panoramicità, agli itinerari culturali, ai cammini, alle ciclovie, ai viaggi a cavallo. Investire sul turismo sostenibile è una strategia di sviluppo che ha come fine la tutela e la riproposizione innovativa di luoghi, memorie, conoscenze e artigianalità che fanno del nostro Paese un luogo unico: un circuito di bellezza straordinariamente diffuso lungo tutto il suo territorio fisico, e lungo un arco di secoli di civiltà. Una strategia fondamentale per governare la crescita dei flussi turistici che ci attendiamo per i prossimi anni”. Così si spiegava Franceschini, ex Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo nel Novembre 2017.

Un’idea che si è presto resa realtà al lancio del portale del Mibact dedicato ai Cammini d’Italia, creato con l’obiettivo di aumentare il livello di qualità dell’offerta turistica e allo stesso tempo dare la visibilità che merita al patrimonio paesaggistico, enogastronomico, naturalistico e artistico della nostra amata penisola.

“Tutti hanno l’Italia tra le mete da sogno. O cerchiamo di governare questa crescita o rischiamo di essere travolti”, afferma Franceschini alla presentazione del portale dei cammini.

2019 anno del turismo lento slow tourism_ portale dei cammini italia mibact

Come possono muoversi i tour operator interessati a creare un’offerta di turismo lento?

I tour operator che vogliono rispondere alla domanda di turismo slow dovranno tenere bene a mente che il “turista (se così lo vogliamo ancora definire) slow” non è alla ricerca di un’offerta creata con lo stampino, ma di un’esperienza unica che gli permetta di vivere di momento di forte consapevolezza di sé, degli altri e della destinazione.

Per riuscire a sviluppare un’offerta di turismo slow e a promuoverla efficacemente sui canali online, vale la pena citare alcuni tra gli elementi imprescindibili da tenere a mente:

  • Seleziona una delle esperienze slow su cui vuoi puntare per attivare le tue strategie di marketing e vendite; ti permetterà di focalizzare al meglio i tuoi sforzi.
  • Personalizza, il messaggio e l’esperienza; si tratta di un’ottima occasione per i tour operator che offrono attività custom ma anche per creare una voce del tuo travel brand unica e irripetibile.
  • Fai attenzione alla sostenibilità: uno slow traveler vive l’esperienza di viaggio in maniera molto più consapevole rispetto ad altri tipi di viaggiatori; avere a disposizione una nuova chiave di lettura della realtà della destinazione che includa la sostenibilità dell’esperienza, sarà un dettaglio di non poco conto. 
  • Sii presente nella fase della pianificazione: con una strategia di marketing adeguata, potrai raggiungere tutti quei viaggiatori che prima scelgono l’esperienza che vogliono vivere e poi la destinazione in cui viverla.
  • Imposta una strategia di local marketing per andare incontro a tutti i viaggiatori che si trovano già a destinazione e che stanno cercando le classiche “cose da fare non turistiche”.
  • Sii mobile first in tutte le tue strategie di marketing digitale, dal sito web all’utilizzo della pubblicità a pagamento sulle diverse piattaforme, per essere presente nel posto giusto nel momento giusto.
  • Lavora alle recensioni e alla tua presenza sui Social in maniera specificatamente dedicata alla tua offerta di turismo lento, per dimostrare la qualità dell’esperienza unica e slow che offri.

Se volessimo riassumere l’attitudine che dovrai avere verso la domanda di viaggi di tipo slow, potremmo utilizzare le parole usate da Google nel video Travel Micro-Moments:

“La vita non si vive in anni, giorni e nemmeno in ore; la vita si vive per momenti”.

 

Non dimenticarlo quando vorrai sviluppare o promuovere le tue esperienze slow.

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M.Giulia Biagiotti

M.Giulia Biagiotti

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