Il 2020 sarà un anno importante per Milano e per il turismo LGBT in Italia, infatti la città lombarda ospiterà la 37° Convention IGLTA (International Gay & Lesbian Travel Association). Un evento di portata mondiale, della durata di quattro giorni, al quale prenderanno parte operatori turistici internazionali, tra cui hotel, tour operator, giornalisti e influencer.

L’obiettivo è quello di rendere Milano una città ancora più ospitale e accogliente, così da poter rispondere alle richieste di ogni viaggiatore.

Il turismo LGBT: Milano nella veste di una città gay friendly

Il settore del turismo LGBT (o LGBTQ) in Italia è in costante crescita con un fatturato stimato in 2,7 miliardi di euro. Il 74% dei viaggiatori LGBT stranieri nell’ultimo anno ha trascorso almeno tre lunghi periodi di vacanza in Italia. Oltre a questi, il 70% ha passato 3,6 periodi di vacanza breve in Italia.

Milano ricopre senza dubbio un ruolo importante all’interno di questo quadro, infatti è riconosciuta ormai da diversi anni come la capitale italiana gay friendly e nel 2018 sono stati stimati oltre 500 mila visitatori LGBT nella città.

Turismo LGBT Metro Milano

Fermata Metro P.ta Venezia

Con il quartiere di Porta Venezia a fare da portavoce, Milano è stata la prima città in Italia ad avere un quartiere lgbtq+, conta più di 25 Associazioni sensibili al tema ed è stata inoltre la prima città italiana a costituire il registro delle unioni civili nel 2012. Milano accoglie ogni anno oltre 100mila persone per il suo famoso Pride, il quale quest’anno si è svolto il 29 Giugno.

Sono stati questi alcuni dei motivi per i quali Milano ha sbaragliato la concorrenza, ottenendo così la possibilità di accogliere la Convention del 2020. Ma vediamo di cosa si tratta!

Il progetto “Milano Loves You” tema della Convention 2020, un’opportunità per il turismo LGBTQ

“Milano Loves You”: è questo lo slogan scelto per il programma della Convention, che abbraccia la comunità LGBTQ+ rendendola non solo un punto di riferimento per il settore della moda e della cultura, ma anche di turismo.

Si tratta di un progetto dell’azienda del turismo e servizi Sonders and Beach, accolto dalla città di Milano e dall’Enit, l’Agenzia Italiana del Turismo. Il progetto ha come obiettivo quello di rendere Milano 2020 un impulso per la crescita del flusso turistico LGBTQ. Stando ai risultati delle precedenti edizioni della Convention, il Comune di Milano si aspetta un indotto di circa 2 milioni di euro nei tre giorni dell’evento.

Come dichiarato dall’Assessore al Turismo, Roberta Guaineri, questa è un’occasione importante non solo per quanto riguarda il turismo e il business, ma anche per i diritti umani e la collaborazione tra enti pubblici e privati, affinché la città promuova l’accoglienza senza discriminazioni.

La convention sarà dunque un momento di networking per le realtà turistiche e di un incontro tra buyers e fornitori, ma anche un’ottima occasione per sostenere il turismo LGBT.

Quali sono le sfide del turismo LGBT in Italia?

Tra i tanti valori che vengono riconosciuti a livello mondiale all’Italia, troviamo l’ospitalità, caratteristica che purtroppo vede ancora troppe discriminazioni nel caso del turismo LGBT. Troppo spesso molte strutture, la maggior parte delle quali piccole oppure a gestione familiare, peccano di scarsa sensibilità. Ne è un esempio la vicenda della coppia cacciata da un hotel di Sorrento, dopo essersi scambiata un bacio nella hall della struttura.

Per combattere questo genere di barriere, secondo Renzo Ioro, chief operating officer del gruppo AccorsHotels, è necessaria un’adeguata formazione, strumento essenziale grazie al quale è possibile imparare ad accogliere in modo idoneo qualsiasi tipologia di viaggiatore.

Ma se da un lato si riscontrano tali difficoltà, dall’altro ci sono società come Halldis, leader nella gestione di appartamenti per affitti brevi, che è stata sponsor del Milano Pride con lo slogan “Certe cose fatele a casa nostra!

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Ciò che è quindi importante tenere a mente, per gli operatori turistici, è che i turisti LGBTQ durante il loro viaggio cercano un senso di ospitalità che vada ben oltre quella prettamente turistica.

Non un segmento di mercato quindi, ma dei viaggiatori alla ricerca di un’accoglienza indiscriminata, che vada al di là dell’orientamento sessuale.

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