Ognuno di noi ha una top desitnation nella quale vorrebbe trascorrere la sua vacanza ideale. E, mentre fantastichiamo su di essa, magari ci divertiamo a cercare su Google informazioni relative a quello che ci aspetterà una volta arrivati.

Si potrebbe allora andare ad analizzare i dati relativi alle nostre ricerche, così da ricavare uno schema che mostri quelle che sono le top destination del 2019.

2019 Top Destination secondo TravelSupermarket

TavelSupermarket, servizio di comparazione prezzi per pacchetti vacanze leader nel Regno Unito, partendo da questo presupposto, ha svolto una divertente ricerca, che ha riguardato i viaggiatori di 97 diversi paesi.

Servendosi del Google Keyword Planner, TravelSupermaket ha comparato l’ammontare di ricerche svolte mensilmente in ogni paese e la lingua utilizzata per farle. La keyword di riferimento per indicizzare la ricerca è stata “Vacanze a X” (Holiday on X), e ha riguardato oltre 870 destinazioni.

È l’Italia la meta preferita del 2019

Lo studio mostra l’Italia come l’indiscusso vincitore, cosa che emerge chiaramente anche solo guardando il grafico presente sul sito. Con la sola eccezione dell’Africa, il Bel Paese risulta infatti essere la top destination per i travelers dei 5 continenti, in particolar modo Asia e Americhe.

Dai dati dei 97 paesi presi in esame, emerge come l’Italia venga cercata in media 226 mila volte al mese. Joey Tyson, Travel Editor di TravelSupermarket ha dichiarato:

“In quanto iconica destinazione per arte, architettura, gastronomia e storia, non mi sorprende vedere persone interessate a viaggiare in Italia da paesi molto lontani, come Argentina, Nuova Zelanda e Canada. Le città più popolari sono Roma, Venezia e Firenze, mentre Sicilia, Costa amalfitana e Cinque Terre sono ideali per una fuga al mare. La cosa interessante è che i paesi europei dominano la lista delle destinazioni più cercate su Google a livello globale, con 4 stati presenti nella top five.”

L’Europa mantiene lo Status Quo

Al secondo posto si posiziona la Spagna, che risulta essere la meta preferita per gli abitanti del continente africano e per gli stessi italiani. A seguire sul podio troviamo l’Australia, quindi la Grecia e la Francia.

Altra cosa che salta subito all’occhio dai dati analizzati, è come i paesi del vecchio continente dominino questa particolare classifica. Quattro delle cinque top destination si trovano, infatti, in Europa.

I Numeri rispecchiano la realtà

Nonostante questa ricerca non si possa certo definire attendibile, in quanto le persone, molto spesso, navigano tra i diversi siti web con il solo fine di evadere dalla quotidianità o per sognare un po’ ad occhi aperti, appare evidente, invece, come i numeri del turismo in Italia sembrano suffragare tale sondaggio.

I dati parlano di un movimento in piena espansione. Nel 2017 sono stati registrati oltre 420 milioni di visitatori, 4,4 milioni in più rispetto all’anno precedente, ben al di sopra della media europea. Sono numeri incredibili. E si prevede che nel corso del 2019, andranno ancora ad aumentare, grazie soprattutto alla crescente attrattiva che il nostro paese sta esercitando sul mercato cinese.

Lo scenario che si prospetta davanti ai tour operator appare, quindi, molto allettante. L’Italia esercita un fascino che non trova riscontro in nessun altro paese del mondo, sia che riguardi il turismo enogastronomico, che quello culturale.

Come emerge dalla ricerca effettuata da Be-Italy, sempre più stranieri vengono in Italia anche solo perché attratti dalla nostra cucina e, rispetto al passato, sono disposti a spendere molto di più. Solo cinque anni fa gli stranieri tendevano a spendere 131 milioni di euro per la vacanza enogastronomica nel nostro paese; nel 2017 si è arrivati a 223 milioni (+70%), con una spesa media pro capite giornaliera di 149,9 euro, a fronte dei 128, 7 euro che vengono spesi per il turismo culturale.

Una Ricchezza non sfruttata

Tuttavia, a fronte di questi numeri, ad oggi non si percepisce un reale cambiamento, né si riescono a captare le gigantesche potenzialità.

Il problema insito nel turismo italiano sembrerebbe essere quello legato alla diversificazione. Le regioni e le città con una forte attrattiva risultano essere sempre le stesse, dando origine molto spesso al fenomeno dell’overtourism, con un impatto negativo sia sulla vita dei locali, che degli stessi turisti, che si vedono scoraggiati dall’introduzione di misure cautelative. Ci viene ad esempio in mente il caso di Venezia, che per limitare tale fenomeno ha introdotto il pagamento di un ticket per consentire l’accesso nella città.

In molte zone d’Italia il turismo è sì un tesoro, ma mal amministrato. Il bel paese viene ancora percepito all’estero come una meta elitaria. L’offerta, ad oggi, risulta prevalentemente ancorata ad un’idea di turismo che, oramai, ci spiace dirlo, appartiene solo al passato. Rimasta legata, da una parte, al concetto di “stagionalità”, e dall’altra, alla valorizzazione delle solite mete (dove i prezzi risultano gonfiati e fuori mercato), finendo inesorabilmente per togliere risalto ad altre parti del territorio meritevoli di una visibilità ben maggiore di quella riservata fino ad ora.   

A farne le spese è, inevitabilmente, il viaggiatore medio, impossibilitato a godere appieno delle differenti, infinite attrattive che il nostro paese potrebbe offrire, se solo supportate da un progetto turistico efficiente e sostenibile.  

Si dovrebbe investire allora proprio su questo aspetto, andando a creare un sistema che consenta di fare leva anche sul ceto sociale medio, mettendogli a disposizione strutture e attività consone alle sue possibilità. Investendo in parti del territorio, magari poco conosciute, ma con delle potenzialità enormi, data la loro selvaggia bellezza, se solo predisposte con infrastrutture adeguate. L’esempio ci viene proprio dalla Spagna, che nel giro di pochi anni, investendo fortemente sul turismo agroalimentare è riuscita a risollevare il suo PIL e superare l’Italia.

L’Italia è la top destination del 2019, occorre allora mettersi a lavoro per soddisfare le aspettative di tutti coloro desiderosi di esplorarne le meraviglie.

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