Sono sempre di più le persone che utilizzano Airbnb per soggiornare in giro per il mondo e questa nuova tendenza rappresenta una vera e propria minaccia per gli alberghi che fino ad oggi non avevano mai avuto a che fare con una concorrenza così spietata. A riferirlo è uno studio condotto dal Morgan Stanley Research su 4mila persone tra Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania. Lo studio snocciola numeri importanti che lasciano intendere un costante aumento di turisti che, per risparmiare (ma non solo), non prenotano più nelle strutture alberghiere ma preferiscono affidarsi a soluzioni alternative.

Il servizio di Airbnb è a oggi super gettonato e i motivi sono tanti. Tra gli intervistati che hanno preso parte alla ricerca, una altissima percentuale (53) dice di sceglierlo per il prezzo. A livello economico, infatti, conviene di più soggiornare in appartamenti e stanze affittate da proprietari rispetto al classico pernottamento in albergo. Ma non è solo il risparmio a muovere i turisti in questa direzione perché anche l’esperienza di chi ha già usato il servizio, nonché la facilità di prenotazione sono punti a favore di Airbnb. Tante persone conoscono questa nuova modalità di pernottamento, ma tante non hanno ancora provato a usarla. Per questo motivo, secondo le previsioni di Morgan Stanley Research, la percentuale di coloro che utilizzeranno nel 2017 Airbnb è destinata ad aumentare. Nonostante gli alberghi, almeno per il momento, stiano difendendosi discretamente dalla concorrenza, è altrettanto vero che un calo nei pernottamenti c’è stato eccome. Per i motivi sopra elencati, infatti, molte persone preferiscono evitare di soggiornare in hotel e questi ultimi perdono clienti e guadagni.

Airbnb vs Hotel

Morgan Stanley Research fornisce qualche numero per capire l’ascesa di Airbnb e il momento di difficoltà delle strutture alberghiere. Nel 2015, solo il 15% dei turisti intervistati aveva usato il servizio negli ultimi 12 mesi, mentre nel 2016 la percentuale è salita al 19, guadagnando quindi ben 4 punti in un solo anno. E il 49% degli intervistati ha ammesso di avere sostituito un tradizionale soggiorno in hotel con una prenotazione Airbnb. Secondo i dati forniti dalla ricerca, gli alberghi hanno visto, nell’ultimo anno, calare le prenotazioni di un 1% (sarà del 2,6% nel 2018). Insomma non si prospetta un futuro roseo per gli albergatori.

Chi usa Airbnb

Sono soprattutto coloro che viaggiano per piacere a usare il nuovo servizio mentre l’albergo rimane ancora la soluzione più gettonata da chi viaggia per affari. Tra le motivazioni date, che portano alcune persone ad essere diffidenti e a continuare a preferire l’hotel, il rispetto della privacy e la sicurezza. Degli intervistati che hanno utilizzato Airbnb, però, il 93% ha dichiarato di essere rimasto ben soddisfatto della qualità del pernottamento (era il 90% nel 2015). Insomma anche il gradimento pare essere in costante aumento e questo non può che essere un dato poco piacevole per gli albergatori.

Come possono fare gli albergatori per mantenere attivi i contatti con i propri clienti e contrastare la concorrenza di Airbnb? Seguendo i nostri consigli sull’Inbound Marketing per Hotel.

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