L’Italia che ama pedalare non è solo quella degli appassionati del Giro, così come gli atleti professionisti non sono i soli che si cimentano in questa disciplina.

Tuttavia, la seconda corsa ciclistica del mondo, rappresenta un meraviglioso spot, cavalcato da ENIT, per promuovere il cicloturismo in Italia.

È una tendenza che sta contagiando tutti. Che si tratti di brevi escursioni domenicali o di lunghe vacanze, il numero di cicloturisti è in costante crescita.

Coppie, giovani, bambini, anziani e famiglie, si tratta di un’attività adatta a tutti, che offre la possibilità di rilassarsi, godere lentamente del panorama e immergersi nella natura.

C’è un paese che pedala, dunque, e va sempre più lontano. Attraversa i luoghi senza inquinare e dà una spinta, sia in termini economici che ambientali, fondamentale per il futuro del Paese.

In tempi in cui si va alla ricerca di strategia atte a preservare il clima e l’ambiente, riducendo le emissioni, la riscoperta della bicicletta è un elisir rinvigorente.

Il cicloturismo in Italia si è evoluto in un vero e proprio trend turistico in continua crescita. Una risorsa su cui si deve investire per potenziare l’economia e salvaguardare l’ambiente.

È un fenomeno che unisce il Paese e la bicicletta ne è il suo straordinario strumento, grazie alla quale è possibile rivitalizzare i territori, il commercio e la cultura.

È quanto emerge dal primo rapporto Cicloturismo e cicloturisti in Italia realizzato da Isnart-Unioncamere e Legambiente, presentato a Roma nel corso del BikeSummit 2019, nel quale viene fatto il punto sull’economia generata dal cicloturismo nel nostro Paese.

I numeri del cicloturismo in Italia

Viaggiare in sella ad una bici è diventata una tra le experience preferite dai viaggiatori.

Le presenze cicloturistiche rilevate nel 2018 ammontano a 77,6 milioni (di cui 61% stranieri), pari all’8,4% dell’intero movimento turistico in Italia. Stiamo parlando di oltre 6 milioni di persone che hanno trascorso una vacanza utilizzando più o meno intensamente la bicicletta.

I cicloturisti sono aumentati del 41% in cinque anni, dal 2013 al 2018, e oggi generano un valore economico pari a 7,6 miliardi di euro all’anno.

Cifra che porta a quasi 12 miliardi di euro il valore totale della ciclabilità (PIB – Prodotto Interno Bici), ovvero il giro d’affari generato dagli spostamenti a pedali in Italia.

Sono numeri notevoli se si considera che è conseguenza di un uso ancora molto limitato delle bici come veicolo per la mobilità e che le infrastrutture a disposizione nel nostro paese sono ancora in uno stato embrionale, se non addirittura penalizzante del cicloturismo, incapaci di valorizzare l’enorme patrimonio naturale che è proprio di questa terra.

Rispetto ad altre nazioni, siamo ancora molto indietro. In Italia si stimano circa 440 biciclette ogni 1000 abitanti, mentre nei Paesi Bassi o in Germania il rapporto è quasi 1 a 1.

I turisti che ogni anno percorrono in bicicletta l’intero itinerario sono circa 1,85 milioni, mentre quelli che là utilizzano nel luogo designato per la vacanza (avendola già con sé, oppure noleggiandola) sono circa 4,18 milioni.

L’Italia è attraversata per tutta la sua estensione da una fitta rete di sentieri e strade suggestive e a basso volume di traffico, di per sé ideali a valorizzare questo nuovo trend. Tuttavia, questi itinerari non sono pronti ad accogliere i volumi turistici che meriterebbero.

Il quadro che emerge dal rapporto, è quello di un paese ancora immaturo, sia per quanto riguarda la ciclabilità quotidiana, sia per quanto attiene al cicloturismo, con infrastrutture ancora inadeguate.

Regioni, ciclovie e fondi a sostegno del cicloturismo

Tra le principali regioni di partenza dei cicloturisti figurano diverse aree del Centro Sud (quasi un quinto di essi dichiara di provenire dalla Campania, seguita da Lombardia e Lazio), mentre le principali destinazioni di soggiorno si trovano tutte a settentrione (Trentino, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana), dotato, ad oggi, delle migliori infrastrutture.

In Italia si contano, sulla carta, 10 ciclovie nazionali, che coprono 6000 km:

  •         Ciclovia del Sole
  •         La VenTo
  •        Ciclovia dell’Acquedotto pugliese
  •         Adriatica
  •         Tirrenica
  •         Ciclovia della Sardegna
  •         Ciclovia della Magna Grecia
  •         Trieste-Lignano Sabbiadoro-Venezia
  •         Grab di Roma
  •         Ciclovia del Garda

Si tratta di opere lontane dall’essere ultimate, ma i lavori per migliorarne i servizi sono stati attivati, così come i fondi per implementare il sistema.

L’attuale governo ha confermato la realizzazione e il finanziamento del sistema delle ciclovie, con lo stanziamento di 361,78 milioni di euro per la nascita del Sistema nazionale delle ciclovie turistiche, un’infrastruttura diffusa che promuove la mobilità dolce e il turismo sostenibile.

L’obiettivo è quello di ampliare la rete ciclabile per valorizzare aree ancora vergini del territorio. Favorendo lo sviluppo di una serie di strutture attente alle esigenze di questo target di turisti.

Ne sono un esempio i bikehotels, che si stanno diffondendo in maniera esponenziale in tutta Italia, anche perché si tratta di strutture ricettive destagionalizzate.

Conviene creare esperienze sull’onda del cicloturismo?

Nell’ambito della “bikenomics” il solo cicloturismo incide in Italia per circa 2 miliardi di euro: un dato ancora distante da cifre come quelle che fanno segnare Germania e Francia, ai vertici in Europa con rispettivamente 11,37 e 7,49 miliardi di euro. La prospettiva di crescita è, però, probabilmente molto superiore: una indagine firmata Confindustria-ANCMA e The European House Ambrosetti sul valore delle due ruote, ipotizza un valore potenziale del movimento italiano di circa 3,2 miliardi di euro.

In Italia ci sono già diversi tour operator che, anticipando l’esplosione del fenomeno, hanno investito nel settore. Oggi sono delle realtà affermate.

È il caso, ad esempio, di Bikenbike, piattaforma dedicata ai viaggi e alle escursioni in bici, di cui abbiamo già parlato nell’articolo: Il cicloturismo è sempre più social con Bikenbike.   

O, ancora, Girolibero, specializzato in vacanze in bicicletta, con un catalogo di oltre 200 itinerari nel mondo.

Giorgio Zampetti, Direttore Generale di Legambiente ha dichiarato: “La strada è tracciata, ed è una ciclovia. Ora serve dotare il nostro Paese di un osservatorio per il cicloturismo in grado di produrre un flusso di dati che costituisca un valido supporto per le decisioni politiche e soluzioni concrete e produttive in modo da continuare con decisione e rapidamente il percorso di realizzazione delle infrastrutture avviato negli anni scorsi.”

L’Italia è un paese meraviglioso, basta mettere il dito a caso sulla cartina geografica per scoprire chiese, borghi, castelli, ville o parchi del tutto inimitabili. Questo patrimonio artistico, culturale e naturalistico ha bisogno di essere valorizzato. Il cicloturismo, vista la sua crescita potrebbe essere una delle soluzioni giuste per farlo.

 

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