David Turnbull, co-fondatore della società SnapShot, si è di recente reso protagonista di una affermazione che ha scosso il mondo del turismo e chi da tempo vi investe.

Riassumendo, ecco il pensiero di David Turnbull:

Se avessi dovuto avviare un hotel da zero, avrei dato tutta la mia distribuzione agli OTA e concentrato solo sull’ospite e sulla loro esperienza

Niente prenotazione diretta sui siti dei vari hotel, dunque, ma solo affidamento ali OTA, capaci di aumentare il numero delle prenotazioni. Verità o provocazione? Difficile dirlo, ma alcune riflessioni possono essere utili. Partiamo dal SEO. Da tempo, è una potente leva per gli albergatori indipendenti. Lavorare in questa direzione significa garantirsi la presenza sulla prima pagina di Google, quella che conta più visualizzazioni. Più visualizzazioni e più prenotazioni, insomma. Progressivamente le cose si sono evolute e la magia si è progressivamente spenta. Le OTA non hanno più portato in un afflusso di nuova clientela ma hanno essenzialmente riorientato e ridistribuito la clientela alberghiera comunque già esistente. Diverse analisi nel 2008 e nel 2009 hanno dimostrato che gli utenti che visitano Booking.com, Expedia e altri siti simili hanno sempre visitato la pagina web ufficiale dell’albergo. E allora, cosa affermare?

E’ evidente che l’esperienza degli OTA è attualmente uno dei fattori determinanti della distribuzione alberghiera ma questo non significa che dobbiamo denigrare o rifiutare tutte le strategie di prenotazione diretta. Deve essere presa in considerazione tutta la situazione e un buon investimento in distribuzione, marketing diretto e esperienza dell’ospite rappresenta la giusta via da seguire.

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