Il turismo domestico potrebbe aiutare, e non poco, la ripresa del settore turistico, messo a dura prova dall’emergenza coronavirus. L’indagine di Demoskopika, l’istituto che realizza ricerche economiche e sociali, indagini di mercato e sondaggi d’opinione, “parla” chiaro: potrebbe arrivare ad ammontare fino a  21 miliardi di euro la spesa generata da questa tipologia di viaggiatori. Si stimano, infatti, circa 275 milioni di presenze, un numero significativo in grado di indennizzare di circa il 30% la mancanza di viaggiatori stranieri che l’anno scorso, il 2019, ha fatto registrare una presenza pari a 216 milioni.

Se incrementare il turismo domestico è l’obiettivo, l’unico ostacolo è rappresentato dalla paura, conseguenza diretta del lockdown. A tal proposito si stanno valutando diversi provvedimenti volti a tutelare la sicurezza dei viaggiatori.

Turismo domesticoPiù della metà degli italiani “fa” turismo domestico ogni anno

Il tasso turismo domestico, anche chiamato “turismo di prossimità”, è molto alto in Italia. Su un totale di 84,9% di italiani che ogni anno trascorrono una vacanza in Italia o all’estero, il 42,2% rientra nella categoria dei “nazionalisti”, ovvero di quanti in media scelgono proprio la penisola come destinazione, mentre il 14,6% è rappresentato dagli “identitari”, i viaggiatori che scelgono di viaggiare nella propria regione di residenza; al 21,1% appartengono gli “esterofili”, i turisti che si muovono verso luoghi internazionali.

Basandosi sul T.A.T.U.R., il tasso di appartenenza turistica regionale che misura la percentuale dei viaggiatori identitari rapportando i dati con i residenti della regione, è stato rilevato che le regioni in cui si registra il più alto tasso di appartenenza turistica sono la Sardegna, che presenta il 39,5%, e la Sicilia, con 35,6%. 

La Toscana, il Veneto e l’Emilia Romagna hanno un T.A.T.U.R. superiore al 20%. 

Seguono Calabria (19,53%), Campania (19,49%), Puglia (18,98%), Trentino-Alto Adige (17,62%), Lombardia (14,64%),  Piemonte (13,90%), Lazio (10,87%), Abruzzo (10,75%), Friuli Venezia Giulia (10,62%).

Sotto il 10% di T.A.T.U.R., ovvero le regioni con meno viaggiatori identitari, sono le Marche (9,59%), la Basilicata (7,73%) e la Liguria (7,18%), l’Umbria (4,70%), la Valle d’Aosta (4,61%) e il Molise (2,82%).

turismo prossimitàIl turismo domestico è a chilometro zero

Uno degli aspetti che caratterizza il turismo domestico è il vantaggio di potersi appoggiare alle bellezze del proprio territorio di appartenenza per favorire il movimento dei viaggiatori. In termini di sostenibilità questo si traduce in una riscoperta dell’offerta legata alla propria identità, al patrimonio culturale, alle tradizioni. I sistemi turistici locali hanno la possibilità di mantenere viva la scoperta di tutte quelle bellezze locali che sono proprie di ciascuna regione. Mare, laghi e montagna, borghi e parchi naturali, paesaggi goduti principalmente dagli abitanti del luogo e per questo definiti “a chilometro zero”. 

Il turismo domestico ha diverse fasce di appartenenza: giovani e vecchi, uomini e donne, e proprio per l’ampio ventaglio di possibilità, l’importanza di differenziare l’offerta diventa occasione per promuovere – e garantire – la qualità dell’esperienza.

Altra attenzione particolare meriterà l’aiuto corrisposto a quanti si troveranno a dover scegliere la destinazione più in linea con le proprie esigenze. In questi casi diversificare l’offerta sarà la ottima soluzione da perseguire. 

“Sinergia” è la parola chiave per favorire un flusso generoso di turismo domestico: priorità all’eccellenza, alla valorizzazione dell’experience, alla sicurezza.

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Il turismo domestico per una maggiore attenzione alla sicurezza

Il turismo domestico dovrebbe poter garantire la massima sicurezza dell’offerta. Raffaele Rio, presidente di Demoskopika, afferma: «Finito il lockdown formale bisognerà fare i conti con il lockdown psicologico, con la paura dei cittadini di spostarsi. In questa direzione, risulta necessario che ciascun sistema regionale si attivi per ripensare l’offerta turistica in totale sicurezza.» Questo, dunque, sarà uno dei capisaldi imprescindibili che dovrà contraddistinguere il turismo di prossimità: attenzione a ogni dettaglio al fine di garantire la sicurezza dei viaggiatori.

Turismo di prossimitaCome promuovere il turismo domestico 

Auspicabilmente, il flusso di viaggiatori coinvolti andrebbe ad assicurare una distribuzione omogenea dei viaggiatori tale da permettere di generare una spesa pari a 21 miliardi di euro grazie al turismo domestico

Per rendere il turismo di prossimità vincente, è importante puntare su una solida strategia di marketing territoriale in grado di valorizzare le diverse regioni della penisola italiana.

Pianificare una strategia di sviluppo e comunicazione delle diverse realtà locali è il primo passo per favorire la ripresa del settore del turismo.

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Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Laureata in comunicazione e marketing e specializzata in storytelling and performing arts, lavora nel settore digital come copywriter, si occupa di redazione editoriale ed è docente di corsi di comunicazione, marketing e scrittura creativa.

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