Si chiama Touring Bird l’ultimo progetto nato dalle menti creative della divisione Area 120 di Google, da sempre fucina di idee innovative. Si tratta di una web app pensata per facilitare il processo di organizzazione di un viaggio, agevolando la ricerca di esperienze che si possono svolgere nel luogo designato per la propria vacanza.

Touring Bird punta ad eliminare la fatica dello scrolling

Gli sviluppatori di Touring Bird, sono partiti da un’idea semplice: viaggiare è piacevole, ma organizzare il viaggio può diventare uno stress. Come riportato da eHotelier, oltre 1 viaggiatore su 8 trascorre più di 15 ore in ricerche prima di prenotare. le esperienze che si possono svolgere in un luogo sono molteplici e si sente la mancanza di un aggregatore in grado di renderle immediatamente disponibili all’attenzione del lettore.

Dove nasce questo affaticamento?

Almeno in parte, dipende da una fruizione noiosa e poco intuitiva sui siti web e portali sui quali si prenota una vacanza. Da un’altra parte è legata al cambio di ritmi della società moderna, in particolare dei Millennials, non più inclini a perdere troppo tempo dietro una prenotazione. Ed è a questa fascia di utenza che Touring Bird sembra puntare.

Perdita del desiderio di diversificazione

Sempre eHotelier riferisce, come dai dati raccolti da Hotels.com, emerge che le ore impiegate nella ricerca di una vacanza ideale, provoca spesso comportamenti disfattisti: oltre la metà dei Millennials analizzati decide di tornare in vacanza in una destinazione che ha già visitato, onde evitare ricerche lunghe e spesso insoddisfacenti.

Il 40% accetta di spendere più del necessario per evitare il processo di ricerca, mentre più di un terzo sarebbe disposto a delegare a terzi il compito di prenotare il proprio viaggio, arrivando a spendere, di media, più di 100 euro per tale fine. Ed è qui che Touring Bird vuole andare a colpire.

Touring Bird come aggregatore e filtro di esperienze

L’idea alla base di Touring Bird è quella di creare un “aggregatore”, sotto forma di web app, che aiuti le persone a individuare le migliori esperienze in giro per il mondo, liberandole dal peso di andare a informarsi tra miriadi di fonti, confrontare prezzi, leggere recensioni. Un “negozio” virtuale, insomma, che renda disponibili tutte le esperienze che si possono svolgere in una determinata città.

 

La novità della web app sta nell’utilizzo intuitivo dei filtri

Riunire le esperienze da non perdere, che si possono svolgere in una città, filtrate per prezzo, momento della giornata e tempo necessario a svolgerle, indicizzando l’utente verso gli appositi siti web per procedere alla prenotazione. Non solo quindi facilitando l’esperienza del viaggio, ma anche facendo risparmiare tempo alle persone.

Come può, allora, un travel marketer sfruttare Touring Bird?

In un settore turistico sempre in espansione, con Touring Bird, Google mette a disposizione dei tours operators uno strumento che permette di distribuire ancora più capillarmente i propri prodotti online.

L’esperienza viene intesa come un modo per immergersi nella cultura locale, scoprire anche i più piccoli aspetti di una destinazione e prendersi il giusto tempo per godere di ogni momento del viaggio.

Di fronte ai viaggiatori si dipanano molteplici proposte ed informazioni. È opportuno, quindi, offrirgli un prodotto o un servizio che abbracci il più possibile i loro bisogni momentanei.

Cosa sappiamo fino ad ora di Touring Bird

Al momento, sebbene Touring Bird sia disponibile in tutto il mondo (ma solo in lingua inglese), la piattaforma permette di prenotare esperienze di viaggio in sole 20 città: Amsterdam, Barcellona, Berlino, Boston, Chicago, Las Vegas, Londra, Los Angeles, Madrid, Miami, Nuova Delhi, New York, Orlando, Parigi, Praga, Roma, San Diego, San Francisco, Toronto, Washington DC.

Si può pensare a queste città come a un beta test per verificare l’attendibilità del progetto. Certo il fatto che dietro tutto questo ci sia il colosso di Mountain View è di per sé una garanzia di affidabilità e ci spinge a ritenere che le premesse alla base di Touring Bird siano solide. Infatti, nonostante il numero delle mete turistiche sia ancora limitato, sono già state raccolte informazioni su circa 25.000 attrazioni, da parte di 400 tra, partner del settore turistico, locali ed esperti di viaggio.

A prima vista pare che non ci siano limiti alle tipologie di esperienze che l’app potrebbe offrire, e il fatto che Touring Bird permetta anche al cliente di costruirsi un apposito pacchetto di esperienze da svolgere, potrebbe invogliare i tours operators a venirsi incontro e creare così una sinergia di intenti in grado di lasciare le persone completamente appagate.

Sebbene ancora giovane e acerbo, Touring Bird va comunque di corsa, curando centinaia di attività per ogni interesse e tipologia di viaggiatore, da quello alle prime armi che ricerca essenzialmente esperienze classiche, a quelli più esperti desiderosi di un approccio più wilderness, dalle famiglie con esigenze particolari, quali il viaggiare con animali, alle coppiette in cerca di romanticismo. Inoltre tutto queste offerte possono essere ulteriormente filtrate per tipo di attività, ad esempio escursioni a piedi, cene sociali o lezioni.

Condividi la tua esperienza su Touring Bird

Altra cosa che appare molto interessante è la sezione del sito “Contribute”. Google permette agli utenti di diventare travel influencer nella loro città e condividere le loro esperienze locali preferite con i visitatori. Attraverso un’apposita procedura, gli utenti possono quindi iscriversi al programma di partnership per poter postare sul portale le proprie esperienze.

“Ti vengono sempre chiesti consigli sulle cose migliori da fare e sui luoghi da visitare nella tua città? Hai dei consigli di viaggio? È tempo di condividere la tua esperienza con il mondo! Condividendo le tue conoscenze, puoi aiutare a trasformare il viaggio per tutti”.

Touring Bird punta fortemente sull’aiuto degli utenti, e in cambio offre visibilità, con tanto di biografia con link che rimandano alle pagine social e blog di chi contribuisce.

Le premesse ci sono tutte, a giudicare, come sempre, saranno gli utenti.

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