Negli ultimi decenni il settore turistico ha subito uno sviluppo senza precedenti, diventando una delle principali attività economiche del mondo, probabilmente seconda solo all’industria petrolifera.

Da quanto emerge dallo studio condotto dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO), il turismo incide per il 10% sul PIL del mondo, nonché sul 7% del commercio globale, dando lavoro ad 1 persona su 11.

Nel 1950 c’erano 25 milioni di turisti, nel 2017 siamo arrivati oltre 1,2 miliardi. Per il 2030, sempre secondo le stime dello UNWTO, si prevede che il numero salirà a 1,8 miliardi.

Ma la crescita comporta delle responsabilità. Un turismo senza controllo può arrivare ad avere conseguenze negative non solo sulla salute del pianeta, ma anche delle realtà sociali interessate (ne è un esempio il fenomeno dell’overtourism).

Le Nazioni Unite si sono mosse con tempestività per promuovere un turismo responsabile e sostenibile, nel rispetto del pianeta e delle persone che ci vivono.

Cos’è il turismo responsabile e sostenibile

Forse non esiste una definizione corretta in termini assoluti. Nel corso degli anni ne sono state coniate molteplici: “turismo consapevole”, “ecoturismo”, “turismo culturale”, “turismo comunitario”, “turismo sostenibile”, “turismo equo-solidale”. Il turismo responsabile e sostenibile riguarda tutte queste e nessuna in particolare.

Si tratta di un insieme di pratiche che mirano a preservare l’ambiente, riducendo l’impatto che, un flusso turistico costante, può esercitare su di esso, favorendo, al contempo, uno sviluppo economico durevole, che non solo non danneggia i processi sociali locali, ma contribuisce a migliorarli.

L’Organizzazione Mondiale del Turismo ha fornito una sua definizione:

Turismo capace di soddisfare le esigenze dei turisti di oggi e delle regioni ospitanti prevedendo e accrescendo le opportunità per il futuro. Tutte le risorse dovrebbero essere gestite in modo tale che le esigenze economiche, sociali ed estetiche possano essere soddisfatte mantenendo l’integrità culturale, i processi ecologici essenziali, la diversità biologica, i sistemi di vita dell’area in questione.

I prodotti turistici sostenibili sono quelli che agiscono in armonia con l’ambiente, la comunità e le culture locali, in modo tale che essi siano i beneficiari e non le vittime dello sviluppo turistico.

Siamo di fronte ad una dinamica complessa, in cui tutti devono rispettare e preservare i delicati equilibri di questa realtà, che sia esso il tour operator, il turista o la stessa comunità locale ospitante.

Il mercato: Investire oggi nel turismo responsabile e sostenibile

Solo qualche anno fa il turismo responsabile e sostenibile rappresentava un piccolo mercato di nicchia. Ora la sua crescita appare implacabile. Come emerge dallo studio Sustainable Travel Report, effettuato da Booking.com, il 73% dei viaggiatori ha dichiarato di voler provare almeno una volta una struttura eco-sostenibile, mentre 4 su 10 (39%) hanno confermato di farlo sempre o quasi. Per il 72% questa deve diventare una priorità, dalla quale dipende la salvaguardia del nostro pianeta.

L’Unione Europea è convinta che il turismo responsabile e sostenibile sia, ad oggi, l’unica strada percorribile per salvaguardare il pianeta e migliorare le prospettive economiche e sociali, e sta investendo molto in questo settore, attivando una serie di fondi destinati a coloro che vogliono operare in questo contesto.

A tal fine, ha messo a disposizione una guida con lo scopo di fornire informazioni sulle opportunità di finanziamento di progetti dell’UE nel settore dello sport, della mobilità ciclistica e turismo sostenibile nel periodo di programmazione 2014-2020.

I Fondi a disposizione

I fondi attivati sia dalla Comunità Europea, che da altre realtà (nazionali e regionali) sono molteplici e accedere ad essi è molto più facile che in passato, soprattutto per quanto concerne i finanziamenti indiretti messi a disposizione dall’Unione Europea.

Tra i vari fondi, teniamo a sottolinearne alcuni che ci sembrano particolarmente interessanti:

  • POR FESR 2014-2020
  • Fondo Sociale Europeo FSE
  • Fondo Europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale FEASR

Si tratta di fondi che possono essere richiesti direttamente dai vari Paesi europei, attraverso la presentazione di un progetto valido e degno di approvazione da parte dell’UE.

Iniziative di turismo responsabile e sostenibile

Ogni regione, oggi, è focalizzata a rivalorizzare parti del territorio che per troppo tempo sono state dimenticate riqualificando e rendendole un valore aggiunto della propria offerta turistica.

Forniamo degli esempi:

  • Progetto EuReCa Turismo, all’interno del programma FESR, finalizzato ad attivare interventi di ristrutturazione e/o ammodernamento delle strutture turistiche da Piacenza a Rimini.
  • Progetto ViviMed, all’interno del programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2014-2020 (cofinanziato FESR), volto a rivalorizzare l’entroterra delle regioni che si affacciano mediterraneo.
  • Progetto BIO.W.IN.E, finanziato dal PON Governance e capacità istituzionali 2014-2020, dall’Agenzia per la Coesione Sociale, dal Fondo Sociale Europeo, e dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, finalizzato a fornire un know-how adeguato sui temi dell’innovazione tecnologica, delle tutela dell’ambiente e del marketing territoriale.  

Oltre le regioni, anche le realtà aziendali si stanno muovendo in questa direzione, attivando programmi rivolti ad un turismo sempre più sostenibile.

È il caso di Booking.com, che ha dato vita al programma Booking Booster, con il fine di individuare e poi sostenere, sia a livello economico, che formativo, le start up che si dedicano al turismo responsabile e sostenibile. In particolare alla protezione dell’ambiente, al mantenimento dei beni culturali e alla promozione di un turismo finalizzato allo sviluppo delle comunità e delle economie locali.  

Degna di menzione è anche l’iniziativa, organizzata in collaborazione con ITB Berlin, Travel Massive e Berlin Travel Festival sotto la guida della Dr.ssa Claudia C. Brözel, volta a dar vita al primo concorso annuale di turismo sostenibile, aperto a imprenditori di ogni età e provenienza.

Conviene investire nel turismo responsabile e sostenibile

Alla luce di quanto emerso, appare evidente che, investire nel turismo responsabile e sostenibile, rappresenta oggi, non solo una scelta etica, ma anche conveniente per i tour operator, perché garantisce una differenziazione rispetto ai propri competitor.

Se il numero dei turisti consapevoli cresce, deve crescere anche il numero delle attività gestite in modo sostenibile, per fornire una risposta adeguata alle nuove esigenze dei viaggiatori, sempre più attenti a ridurre il proprio impatto sull’ambiente.

Che tu sia un tour operator con un’attività già avviata, alla quale vorresti fornire un’impronta più sostenibile, o stia cercando di entrare in questo mondo in punta di piedi questo è il momento giusto per cogliere questa opportunità.

L’attenzione che gravita intorno al tema del turismo responsabile e sostenibile è più centrale che mai, e le iniziative atte a valorizzarlo, molteplici e diversificate, così come i fondi messi a disposizione dai vari enti.

Il turismo sostenibile rappresenta purtroppo ancora una sfida, ma è l’unica strada percorribile e dovrebbe essere ormai uno standard di settore per salvare il pianeta e per migliorare le prospettive economiche e sociali. Buon lavoro a tutti.

 

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