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Cos’è Google Things to do e che ruolo giocherà per il settore tour e attività

By October 7, 2021No Comments

Google ha annunciato il release di Google Things to do, il nuovo strumento che sostituirà Reserve with Google entro la fine del 2021. Questo passo testimonia ulteriormente l’interesse e l’impegno di Google nel plasmare ulteriormente il settore tour e attività. Questa nuova ridefinizione nella ricerca di “cosa da fare a…” all’interno della SERP (Search Engine Results Page), a partire dal motore di ricerca di Google e dall’applicazione Google Maps, comporta vari cambiamenti per i tour operator, i tech provider e le OTA.

Che cos’è esattamente Google Things to do? Cosa offre all’utente finale rispetto a Reserve with Google? Quali sono le opportunità per gli operatori del settore? Vi sono implicazioni importanti derivanti da questa nuova funzionalità per chi vende tour e attività?

La risposta a queste e altre domande nell’articolo di oggi.

Cos’è Google Things to Do: una piccola premessa

Google Things to Do è stato lanciato in funzione beta all’inizio di agosto, in sostituzione a Reserve with Google, di cui abbiamo parlato in questo articolo. Things to Do è una nuova interfaccia intuitiva di Google My Business (lo strumento gratuito per promuovere le attività commerciali che figura nella parte destra dei risultati di ricerca tramite desktop, Google Maps e mobile). All’interno di Google My Business vengono mostrate all’utente non solo le informazioni principali dell’operatore, come indirizzo e numero di telefono, ma anche la comparazione dei prezzi nella sezione Biglietti.

google things to do

Google Things to do promuove la vendita tramite il link diretto del fornitore (biglietti da acquistare in persona), così come i link d’acquisto tramite OTA e altri rivenditori. Things To Do è presente attualmente per attrazioni come zoo, acquari e musei. Ma sta incominciando a espandersi anche nei tour e attività.

La versione è ancora beta: in italiano infatti ci è risultato un po’ fuorviante l’espressione “biglietti in persona”, tradotto dall’inglese “in-person tickets”. Questa voce è collegata al sito web del fornitore, dove gli utenti sono reindirizzati al sistema di prenotazione. Gli utenti potrebbero però interpretarlo come il prezzo del biglietto in loco, ovvero quando ci si presenta di persona alla biglietteria. Anche Arival ha sollevato questo problema suggerendo a Google di proporre la voce inglese “Official Website” che potrebbe essere adattata in italiano come “Sito web ufficiale”. Google, infatti, localizza in diverse lingue e in base ai test potrà applicare cosa funziona meglio.

Come afferma Google “il nostro obiettivo è quello di aiutare le persone e comparare tutte le opzioni di viaggio possibili. Google Things to do è il luogo dove gli operatori turistici possono promuovere la prenotazione dei biglietti tramite il link al loro sito, il tutto a costo zero. Questa funzionalità è simile a quella introdotta all’inizio dell’anno per le strutture ricettive”.

Funzionerà anche per i tour e le attività?

È ancora presto per dirlo ma secondo i dati di Google, i link per le prenotazioni dirette hanno stimolato l’engagement da parte degli utenti, sia a favore dei partner più grandi che più piccoli. Gli hotel che lavorano con WebHotelier hanno visto aumentare le loro revenue per un totale di 4,7$ milioni di dollari nel periodo estivo, grazie ai link diretti di Google Hotel Search.

Qual è la differenza rispetto a Reserve with Google

Cosa cambia da Reserve with Google? Questa è probabilmente la domanda che molti operatori si sono posti.

Google Things to do differisce da Reserve with Google per un semplice motivo: gli utenti non potranno più acquistare direttamente da Google, ma potranno comparare tutti i siti che vendono quel determinato servizio. Steve Martinez, founder e CCO di Livn aggiunge “per la prima volta gli operatori avranno l’opportunità di pubblicare i loro prodotti e reindirizzare gli utenti sul loro sito web dove possono procedere alla prenotazione”.

Risulta chiara l’intenzione di Google: puntare alla ricerca e alla visibilità delle informazioni, rispetto al supporto tecnico della prenotazione, che viene affidato ai suoi partner tecnologici.

Come attivare la funzionalità per gli operatori

Google Things to Do passa principalmente attraverso:

  • Sistemi di prenotazione: man mano si integreranno un numero elevato dei principali booking e ticketing software, che permettono di prenotare i servizi direttamente dal sito web del fornitore.
  • Channel manager: tech provider che forniscono una connessione tra gli operatori e altri canali di distribuzione indiretti.
  • Online travel agencies (OTA): ovvero rivenditori online che fungono da partner nella vendita di tour e attività e che applicano all’operatore una commissione per la promozione di tour e attività sulle loro piattaforme.

Quali sono le opportunità per i fornitori di tour e attività?

1# Raggiungi milioni di potenziali clienti che ricercano su Google

La possibilità di essere reindirizzati direttamente al tuo sito web stimola le vendite dirette, in linea con i più recenti trend di prenotazione. Secondo un studio di Global Data, il 39% dei consumatori preferisce prenotare direttamente dal sito web dell’operatore rispetto ai dati registrati in epoca pre-covid. Come ha affermato il vice presidente del Product Management di Google, Richard Holden: “questi nuovi annunci permettono agli operatori di distinguersi dalla concorrenza e dare un impulso alle revenue sull’onda della ripresa turistica”.

2# Sfrutta i benefici SEO

Nonostante non sia stato specificamente menzionato da Google, la nuova funzionalità avrà una positiva implicazione SEO sul tuo sito web. Si tratta di una particolare tipologia, ovvero la SEO off-page, quell’insieme di processi esterni al sito web stesso e che costituiscono una sorta di “endorsment” a tuo favore. Un link referral è infatti sempre positivo per Google e per l’autorità del tuo sito, che porterà maggior traffico e farà capire a Google che il sta acquisendo importanza e autorevolezza.

3# Per ora usalo gratuitamente

Quanto costa Google Things To do? Reserve with Google chiedeva una commissione per ogni acquisto. Google ha anche rilasciato un nuovo formato di ads di Google Things to do a pagamento, ma si può comunque accedere al Things To do di Google Business senza utilizzare l’opzione a pagamento. Per ora è quindi gratuito.

Conclusioni

Ti lasciamo con alcune riflessioni sul futuro:

  • Sei un operatore di tour e attività? Things to do arriverà a pieno titolo anche per le esperienze nei prossimi mesi.
  • Contatta il tuo provider tecnologico per l’integrazione e continua a monitorare Google My Business per vedere quando potrai applicare questa funzionalità.
  • È ancora presto ma il prodotto continuerà a evolversi, meglio tenersi aggiornati…

Se ci segui, non ti perderai niente! 😉