Non sono stati anni facili per le agenzie di viaggio che, complice la concreta possibilità di prenotare alberghi e spostamenti su internet, hanno visto calare il loro volume di lavoro. Molte persone infatti, nell’organizzazione di un viaggio, non si affidano più alle agenzie. E allora come fare a rimanere a galla in un mondo, quello turistico, sempre più concorrenziale? La figura dell’agente di viaggio si è dovuta necessariamente rinnovare per non andare incontro a una vera e propria disfatta. Ecco perché intanto si è cercato di inserire in questo mercato figure sempre più giovani e dinamiche, in grado di capire con più facilità le esigenze dei viaggiatori del 2000.

Tanuj Suri, vicepresidente di partnership globali presso American Express Travel, ha analizzato quella che è forse la fase più delicata per le agenzie di viaggio e coloro che vi lavorano disegnando però anche scenari rosei per il futuro. Ha detto: “E’ necessario capire dove sta andando il mercato perché sta sicuramente cambiando e il nostro obiettivo è quello di cambiare con esso. Oggi i clienti si comportano in modo diverso rispetto al passato. Si recano in luoghi diversi, hanno esigenze molto differenti. L’accesso alle informazioni è facile per tutti, per cui l’agente di viaggi si deve necessariamente distinguere, dando quel qualcosa in più al cliente, convincendolo dunque ad affidarsi a un esperto per l’organizzazione di un qualsiasi viaggio“.

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E negli ultimi anni, grazie a uno spostamento delle agenzie verso agenti che lavorano come indipendenti appaltatori, qualche miglioramento c’è stato. Nel 2013 solo il 13% dei viaggiatori si era rivolto all’agenzia per un viaggio, nel 2016 la percentuale è salita a 19. La figura dell’agente di viaggio si è leggermente modificata e ancora deve continuare a farlo.

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Per essere competitive, le agenzie devono puntare su agenti non necessariamente giovani all’anagrafe ma che siano però in grado di mettere al servizio del consumatore esperienza e buona conoscenza della tecnologia. I viaggiatori di oggi sono diversi da quelli di vent’anni fa, capirlo e agire di conseguenza è la sola cosa da fare per restare competitivi.

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