Può una meta turistica oggi permettersi di uscire fuori dai canoni di quello che viene definito turismo responsabile e sostenibile? No, a meno di incorrere in conseguenze anche molto dannose per i soggetti coinvolti, come nel caso dell’overtourism.

Mete ambite come Londra, Tasmania, Venezia, Barcellona, Indonesia hanno dovuto prendere diversi provvedimenti per far fronte all’overtourism – soprattutto durante alcuni periodi dell’anno – promuovendo un tipo di turismo responsabile e sostenibile. Perché se l’overtourism, a volte, è semplicemente una questione di numeri, in alcuni casi adottare un approccio più responsabile può mitigare gli effetti negativi e massimizzare quelli positivi.

E con risultati anche soddisfacenti: come se la cavano le destinazioni affette da turismo insostenibile? Scoprilo subito!

5 Esempi di turismo sostenibile e reponsabile per combattere l’Overtourism

1. Londra limita il numero di «cheese»

La capitale del Regno Unito è da sempre una meta gettonata dai turisti di tutto il mondo. Organizzata e discretamente ordinata, è sempre riuscita a gestire in maniera efficace il flusso di turisti, promuovendo un turismo responsabile e sostenibile. Ma negli ultimi tempi la città ha registrato un vero e proprio boom di visitatori che si è tradotto in lunghe code, caos e prezzi alle stelle. Per risolvere l’overtourism, quindi, sono scesi in campo gli stessi residenti dei quartieri popolari di Londra, che più di tutti subiscono l’effetto negativo di questo fenomeno. Per arginarlo, alcuni quartieri, come il famosissimo Notting Hill, hanno vietato ai turisti di usare le loro case come sfondo per le loro foto.

2. Venezia alza il tiro

Il fascino di Venezia è indiscutibile: piccola, adagiata sull’acqua, unica nel suo genere. La sua superficie‎, di circa ‎415,9 km², è attraversata da canali e ponti, non esistono strade. Ma quello che una volta era un luogo idilliaco da vivere e visitare, è ora diventato un luogo affollato in qualsiasi giorno dell’anno. Il turismo responsabile e sostenibile fa fatica a imporsi, tanto che l’unico modo per realizzarlo sembra quello di alzare i prezzi degli affitti e dei servizi offerti!

3. Barcellona dà i numeri

Gli abitanti di Barcellona hanno fatto notizia e scalpore: non sono passati inosservati i catalani scesi in strada con in mano cartelloni con scritte che incitavano i turisti ad andare via. Ma a parte la nota polemica, Barcellona ha preso decisioni molto sagge per frenare l’overtourism e favorire un turismo responsabile e sostenibile.

Per cominciare, è stato stabilito che nell’area monumentale del Parco Güell sono ammesse solo 400 persone alla volta. Il mercato alimentare di La Boqueria ha vietato a gruppi di oltre 15 persone di entrare nelle ore di punta.

La magnifica basilica della Sagrada Familia di Gaudí nel frattempo ha aumentato il numero di biglietterie, aggiunto servizi di prenotazione online e migliorato il parcheggio. Questi aiuteranno a gestire la folla, ovviamente, e le interruzioni nell’area circostante.

4. L’Indonesia si prende una pausa creativa

I paesaggi indonesiani non sono solo belli da vedere, ma racchiudono un ecosistema prezioso. È il caso, ad esempio, del parco con i draghi di Komodo, rarissimi esemplari di predatori unici nel loro genere. Per combattere l’overtourism e dare vita a un turismo sostenibile, una delle ipotesi più accreditate è quella di chiudere il parco per un anno, in modo da dare alle “lucertole giganti” in via di estinzione una pausa dal contatto con gli umani.

Ma combattere l’overtourism in Indonesia non promuove solo iniziative negative. Una delle proposte avanzate, infatti, è quella di creare artificialmente nuove “isole Bali”  tra le 17.000 isole già esistenti che fanno parte dell’arcipelago.

5. La Tasmania incoraggia il boom edilizio

La Tasmania è famosa per la sua natura selvaggia. Eppure, su un pianeta sovrappopolato come il nostro, il deserto, nella sua forma più vera, sta diventando sempre più difficile da trovare. Sono rimaste pochissime aree naturali che gli umani non hanno toccato o sviluppato. Tuttavia, il governo della Tasmania ha incoraggiato un boom edilizio per far fronte all’overtourism. Secondo i progetti stimati, gli investimenti in strade e infrastrutture aumenteranno in modo esponenziale nei prossimi quattro anni. 

Overtourism: la responsabilità sociale di tutti di attivare un turismo sostenibile

Parlare di turismo responsabile e sostenibile al giorno d’oggi non è più un optional ma deve essere la regola. Tuttavia ancora non è così, le sfide sono tante ma, proprio per questo, rappresentano l’occasione giusta per emergere e distinguersi. Se sei un tour operator già avviato, investire su un turismo responsabile e sostenibile potrebbe essere la tua chiave di volta.

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Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Laureata in comunicazione e marketing e specializzata in storytelling and performing arts, lavora nel settore digital come copywriter, si occupa di redazione editoriale ed è docente di corsi di comunicazione, marketing e scrittura creativa.