Il settore turistico è e sarà uno dei più colpiti: basti pensare che il turismo ha rappresentato in Italia circa il 13% del PIL nel 2019, al quale hanno contribuito i turisti stranieri, per oltre il 50% del totale. L’incertezza sulla data di fine del lockdown non aiuta gli operatori e fornitori di esperienze a destinazione, che contano sul mercato domestico per la ripartenza. 

Per comprendere quali dinamiche si stanno avviando e quali scenari attenderci abbiamo raccolto le conclusioni degli ultimi report di settore tra cui Skift, Thrends e World Capital. 

Scenari, analisi e dati per comprendere la crisi del turismo da COVID-19

#1. Gli scenari sulla domanda alberghiera in Italia (Thrends, 2020)

Threndsitaly.com, società di consulenza specializzata nell’analisi nel settore turismo e hospitality nel suo ultimo report ha stimato l’impatto sulla domanda alberghiera della crisi da COVID-19, anticipando quanto sia difficile creare previsioni precise data la mancanza di precedenti. 

previsioni mercato turismo italia post coronavirus_dati scenari analisi (3)_thrends 2020Scenari suddivisi per data di termine del lockdown in Italia

Thrends ipotizza tre scenari differenti a seconda del termine del lockdown in Italia: 15 Aprile, 30 Aprile o 15 Maggio. Per capire le dinamiche della domanda che seguiranno alla riapertura, riporta Thrends, dobbiamo tenere in considerazione una finestra di prenotazione tendenzialmente ridotta dal punto di vista sia temporale e sia spaziale. La domanda estera non solo sarà progressivamente ridotta dalle effettive possibilità di spostamento da e per i paesi ancora in lockdown o ritenuti potenzialmente pericolosi, ma anche dalla capacità delle compagnie aeree di riprendere l’operatività. La domanda MICE e l’intero mercato business è compromesso non soltanto dalla cancellazione degli eventi ma anche dall’impoverimento economico delle aziende stesse, provate dalla crisi finanziaria.

previsioni mercato turismo italia post coronavirus_dati scenari analisi _thrends_scenari per dataCause della crisi della domanda sul mercato domestico

Anche puntando al mercato domestico, ecco alcune delle cause della crisi della domanda da tenere in considerazione:

  • Ferie in calo: per il mercato domestico in particolare, la domanda generalmente sostenuta dalle ferie sarà in calo, posto il fatto che molte aziende hanno incentivato l’uso delle ferie per coprire il periodo di inattività operativa
  • Percezione di maggior rischio per viaggi a lunga percorrenza: le partenze saranno frenate non soltanto dal desiderio di partenza ma anche dalle effettive possibilità di ritorno in caso di nuove emergenze
  • Riduzione della capacità di spesa
  • Riduzione della finestra di prenotazione, particolarmente importante per i viaggi long haul ma che potrebbe essere in parte compensato dalle staycations e vacanze a corto raggio
  • Indebolimento sistema di intermediazione, indebolito nella sua capacità di programmare le partenze per il 2020 e successive
  • Informazioni sull’epidemia di ritorno. Fondamentale sarà la gestione delle informazioni sullo stato effettivo dell’epidemia e sulle possibilità di un’ondata di ritorno del virus
  • Contrazione dell’offerta: le condizioni attuali potrebbero spingere i fornitori a non riaprire per il 2020 generando una diminuzione dell’offerta per molte destinazioni

 

#2. Le ipotesi per la ripresa per il mercato domestico (World Capital, 2020)

Tuttavia, non tutto è perduto. Secondo il report di World Capital, riporta il Sole 24 Ore, la ripresa del settore del turismo è concretamente fattibile. Due le ipotesi alla base: che gli Italiani decidano di spendere le stesse somme degli anni passati in Italia per le loro esperienze di viaggio e che questo avvenga sia nel 2020 sia nel 2021. In questo modo gli effetti negativi causati dal COVID-19 potranno essere bilanciati; tuttavia, appare chiaro che saranno necessari degli incentivi a sostegno della domanda di viaggi. 

Il sentiment positivo dei turisti italiani

Il sentiment dei turisti italiani risulta positivo e propositivo. Secondo il recente sondaggio condotto da Confturismo-Confcommercio, realizzato in collaborazione con Swg, è, infatti, emerso che la metà degli intervistati dichiara di voler fare una vacanza appena si concluderà l’emergenza sanitaria e che l’83% degli italiani punterà a fare una vacanza in Italia. Tuttavia, emerge anche che il 16% degli intervistati teme di non avere disponibilità economica sufficiente per un viaggio e che il 44% lo farebbe se potesse detrarne i costi.

Il calo degli arrivi e dei turisti extra europei

Nel 2019, i turisti stranieri in Italia hanno rappresentato oltre il 50% delle presenze totali. Se ancora non abbiamo la certezza della riapertura entro l’estate, sappiamo tuttavia che vi sarà un forte impatto dovuto alla mancanza dei turisti stranieri, in particolare quelli provenienti dai paesi extraeuropei, che, compongono circa un terzo della spesa estera nel nostro paese (15 miliardi su 45 stimati), riporta il Sole 24 Ore. 

World Capital stima una perdita complessiva di oltre 100 milioni di passeggeri nel primo trimestre 2020, con una situazione in peggioramento causato dal divieto di spostamento adottato dai paesi europei. Il calo delle presenze straniere previsto è del 92%, se ipotizziamo che nell’arco di tempo tra gennaio e febbraio 2020 si sia realizzato già un 8% (base dati: arrivi 2019).

Impatto in termini di stagionalità

Il settore del turismo conosce l’importanza della stagionalità, elemento da tenere in considerazione nella creazione di previsioni. Sappiamo che per la destinazione Italia, il 50% delle presenze totali si concretizza nel trimestre estivo, anche se le presenze di turisti esteri si registrano in un orizzonte di tempo da maggio a ottobre.

Secondo le stime di World Capital, perciò che l’impatto del turismo italiano sarà circa un -45% su tutto l’anno in termini di presenze e un -51% sull’alta stagione, mentre per il turismo straniero l’impatto risulterà circa del -50% ma -74% sull’alta stagione.

Se ai 295 milioni di presenze di turisti italiani che hanno viaggiato all‘estero nel 2019 e che potrebbero rimanere in Italia nel 2020 sommiamo gli italiani che già nel 2019 hanno trascorso le vacanze in Italia (circa 215 milioni), potremmo avere la possibilità di compensare i mancati arrivi di turisti dall’estero. 

Ipotesi in termini di spesa

Se tutti gli italiani diretti verso l’estero nel 2019 viaggiassero in Italia nel 2020, verrebbero apportati 27 miliardi, riporta il Sole 24 Ore, e sarebbero in grado di limitare le perdite complessive del settore a 12,6 miliardi di euro; a questo possiamo sommare un 10% della spesa estera “già entrato” nelle casse italiane nei mesi di gennaio e febbraio. Il bilancio al termine del 2021 potrebbe essere positivo ma meno plausibile, se consideriamo che la spesa del turista estero è in media più elevata del turista italiano. 

Cosa succederà in ogni città?

Chiaramente l’impatto che il calo degli arrivi esteri avrà sulle destinazioni italiane non sarà lo stesso: città d’arte come Firenze, Venezia e Roma, in cui il turismo estero è preponderante (oltre il 65%), subiranno un effetto maggiore rispetto ad altre città italiane. 

In queste destinazioni, un sistema di incentivi per il turismo domestico dovrà tendenzialmente essere più forte. 

Quali incentivi proporre?

Tra le misure considerate più efficaci, World Capital propone detrazioni dei costi di viaggio dalle dichiarazioni dei redditi, “buoni viaggio”, sensibilizzazione nei confronti di un turismo più eco-sostenibile, incentivando anche l’uso di mezzi di trasporto con minor impatto ambientale.

 

#3. Le prenotazioni online via OTA (Skift, 2020)

Il settore del turismo online ha già vissuto due importanti crisi, la tech bubble e la crisi finanziaria del 2008 ma la situazione attuale ha connotati estremamente diversi e in parte imprevedibili. Con il supporto della piattaforma di traffic analytics SimilarWeb, Skift ha realizzato il report The impact of COVID-19 on the online travel industry, in cui sono state analizzate le visite alle pagine di checkout delle transazioni delle prenotazioni online, per determinare la quantità di traffico che da lookers si è trasformata in bookers rispetto alla media dell’anno passato.Le piattaforme che sono state coinvolte nell’analisi sono Booking Holdings, Expedia Group, Airbnb, e Trip.com Group, i cui dati sono stati aggregati per includere il traffico derivante da paesi quali: U.S., UK, Italia, Francia, Germania, Giappone e Hong Kong (i dati di Trip.com non riportano i dati dalla Cina, non reperibili).

Il declino delle prenotazioni online

In totale, si è calcolato un declino del 70-90% delle prenotazioni online di strutture a livello mondiale via OTA. 

previsioni mercato turismo italia post coronavirus_dati scenari analisi (4)_skift_prenotazioni online otaTuttavia, sono da considerare parte integrante dello scenario anche il calo della lunghezza del pernottamento e il prezzo medio delle camere, il cui impatto sfocerà in un calo stimato del 80-95% del fatturato in termini di prenotazioni lorde. 

previsioni mercato turismo italia post coronavirus_dati scenari analisi (4)_skift_prenotazioni online ota_perditeLe nuove dinamiche di mercato

Vi sono alcune interessanti dinamiche di mercato a cui potremmo assistere, riporta Skift. Tra queste:

  • La diversificazione in termini di mercati delle OTA potrebbe consentire loro di compensare le perdite subite da un mercato (ad esempio, Europa) rispetto all’altro (ad esempio, in caso di recupero dalla Cina).
  • La percentuale di costi variabili che pesa sulle aziende sarà cruciale: a maggiori costi fissi seguirà una maggiore difficoltà di affrontare il calo della domanda. Skift stima che per la Booking Holdings i costi variabili arrivino a circa il 68% dei costi operativi, mentre secondo IATA, le compagnie aeree possono contare su circa il 50% dei costi operativi. Per ridurre i costi, Booking Holdings, Expedia Group e Airbnb hanno tagliato considerevolmente gli investimenti in marketing.
  • La leva di negoziazione sulle commissioni è cambiata, a seguito della modificazione del potere di mercato dei protagonisti del settore. Le grandi catene come Marriott potrebbero non essere più in grado di contare su grandi volumi di fornitura alle OTA per abbassare le percentuali di commissioni. 

 

Conclusioni

Il settore del turismo italiano si trova di fronte uno scenario complesso di cui è difficile disegnare i contorni: le previsioni e gli studi che possiamo fare non tengono conto del cambiamento fondamentale nella percezione del significato di esperienza di viaggio nonché delle misure di sicurezza che potrebbero essere attivate nei prossimi mesi. Quel che è certo è che l’impegno e i sacrifici che stiamo tutti facendo oggi avranno un ritorno più che positivo in un domani che speriamo arrivi presto – e che l’innovazione, quella reale e sentita, sarà parte integrante dello scenario. 

M.Giulia Biagiotti

M.Giulia Biagiotti

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