Il marketing territoriale delle Faroe Island  – in italiano Isole Faroe o Feringie – punta tutto sulla creatività dei contenuti. Quando scoprirai dove li ha spinti la inventiva, non potrai credere ai tuoi occhi! 

Visit Faroe Island, il portale dedicato agli esploratori di queste isole racchiuse tra il Mare di Norvegia e il nord dell’Oceano Atlantico, è l’esempio concreto di un progetto di marketing del territorio che ha puntato, in primis, sulla creazione di una solida presenza online. 

Anche per questo motivo, studiare almeno 3 delle loro strategie di marketing del territorio può essere una risorsa molto utile per i tour operator del settore experience e gli enti di promozione del territorio a caccia di nuove idee.

Marketing del territorioIl marketing territoriale creativo delle Faroe Island parte dall’anima dell’isola

Fare marketing territoriale di un luogo che fino a qualche tempo prima non era nemmeno su Google Street View può sembrare un’impresa eccezionale. Eppure è nelle situazioni sfidanti che viene fuori il meglio, e le Faroe Island sono un esempio senza precedenti.

Ecco le 3 idee con cui Visit Faroe Island ha portato avanti la sua strategia di marketing territoriale:

1. Sheep view 360°: molto meglio di Google

Sheep view 360° è un’idea di marketing territoriale talmente creativa e strategica al contempo da essersi meritata il Leone d’oro al Festival della creatività di Cannes nel 2017.

L’idea alla base del progetto è nata dal recupero di un gap: le Faroe Island prima del 2017 erano su Google Maps ma non su Google Street View.

Così Visit Faroe Islands, in collaborazione con l’attrice Durita Dahl Andreassen, ha deciso di realizzare un esclusivo sistema di mappatura del luogo: la “Sheep View”. 

Sono state montate telecamere sul dorso delle pecore – in quei luoghi incontaminati se ne contano circa 80.000 esemplari contro una popolazione di circa 50.000 abitanti.  – e mentre queste vagavano liberamente su e giù per i pendii dell’isola, sono riusciti a catturare immagini a 360° dei luoghi.

L’idea ha avuto un ottimo successo mediatico, migliore del previsto, tanto che anche Google ha finalmente dato la notizia di aver aggiunto le Faroe Island .

Questa strategia di marketing territoriale dimostra che non si devono mai porre limiti alla creatività, perché anche nelle situazioni più faticose si possono trovare soluzioni originali in grado di risolvere la situazione.

2. La Translate Campaing premiata al WMA 2018

Con Translate Campaign le Faroe Island hanno aggiunto un altro grande traguardo alla loro strategia di marketing territoriale, tanto che la campagna ha vinto il World Media Awards 2018.

Anche in questo caso Visit Faroe Island ha saputo creare il giusto connubio tra creatività e strategia, ma ha aggiunto un valore in più: ha trovato un escamotage per coinvolgere persone da tutto il mondo e metterli in contatto diretto con la cultura locale.

Con l’obiettivo di salvaguardare la lingua della popolazione delle Isole Faroe, l’ente del turismo locale ha chiesto ai suoi utenti di scegliere una frase o una parola nella loro lingua originale per poterla vedere tradotta, gratuitamente, attraverso un messaggio video realizzato dagli abitanti delle Faroe Island!

L’iniziativa ha permesso alle persone di imparare parole in faroese e nello stesso tempo ha aperto una finestra sul mondo delle Isole Faroe. Una strategia di marketing territoriale decisamente a cui ispirarsi se si vuole imparare a creare una community coinvolgendo persone sparse in tutto il globo terrestre.

3. Closed for maintenance, open for volunteers campaignMarketing territoriale

Il titolo della campagna di marketing territoriale 2019 di Visit Faroe Island in italiano suona più o meno così: “Chiusi per manutenzione, aperti per il volontariato”. Un titolo alquanto interessante. Infatti, il perno di questa nuova campagna all’insegna della creatività è la promozione di un turismo sostenibile, capace di far fronte all’overtourism che affligge molte note destinazioni.

Visit Faroe Island ha deciso di coinvolgere 100 volontari provenienti da 25 paesi del mondo invitandoli ad aiutare gli abitanti dei villaggi e gli agricoltori a preservare e mantenere 10 siti turistici tra i più popolari dell’area.

I volontari hanno dedicato 1600 ore alla cura dei luoghi, in cambio hanno ricevuto vitto e alloggio per 3 notti – tante quanti i giorni di lavoro – e hanno potuto partecipare a una festa tipica faroese per celebrare il lavoro svolto.

La realizzazione della strategia di marketing territoriale in questo caso è nata da una duplice necessità: salvaguardare i luoghi incontaminati delle Isole Faroe e i suoi abitanti e mantenere costante un numero adeguato di viaggiatori. A dimostrazione del fatto che puntare sul turismo sostenibile è senz’altro una delle cose su cui dirigere le proprie energie per organizzare il proprio piano strategico.

Marketing territoriale: pensa fuori dal comune

Se c’è una cosa che possiamo imparare dalle Faroe Island è che una strategia di marketing territoriale che punta sulla creazione di contenuti creativi è sempre una scelta vincente. 

La creatività ha il potere di coinvolgere e accomunare persone lontane tra loro, e le campagne di Visit Faroe Island sono un esempio calzante in tal senso.

Per stimolare la creatività, i tour operator del settore experience e gli enti di promozione del territorio dovrebbero tenere accesa la loro curiosità, leggendo, studiando, scoprendo nuove realtà. Se ti senti ispirato e hai voglia di mettere alla prova la tua creatività, dai un’occhiata alla nostra ultima Guida al Marketing Territoriale: non te ne pentirai!

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Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Laureata in comunicazione e marketing e specializzata in storytelling and performing arts, lavora nel settore digital come copywriter, si occupa di redazione editoriale ed è docente di corsi di comunicazione, marketing e scrittura creativa.