Regalarsi una vacanza all’aria aperta è la moda del momento.

L’Italia non fa eccezione. il turismo outdoor è in forte crescita. Le stime del 2018 sono incoraggianti, così come le previsioni per il 2019.

Con i ritmi della vita moderna, le persone sentono sempre più l’esigenza di staccare e ricaricare le energie. Immergersi nella tranquillità della natura. Lontani dal rumore opprimente della città.

Cresce il desiderio di vacanza all’aria aperta

Jack Kerouac scriveva: “Pensa che grande rivoluzione planetaria ci sarebbe se milioni di ragazzi di tutte le parti del mondo con i loro zaini sulle spalle cominciassero ad andare in giro per la natura”.

Sembra che, a distanza di anni, le persone abbiano fatto tesoro di quelle parole e le stiano mettendo in pratica.

Sia che si tratti di una breve escursione in bici, di un weekend al lago con la famiglia, o di un camping notturno con 4 amici intorno ad un falò, la vacanza all’aria aperta sembra prevalere sui confort di un hotel a 5 stelle.

La vicinanza alla natura, l’interazione con la terra e la libertà individuale sono le grandi tendenze del settore del turismo outdoor, così come emerge dai dati rilasciati dal Nuovo Osservatorio del Turismo Outdoor 2019, realizzato da Human Company in collaborazione con Travel Appeal.

Le Cifre 2018 del turismo outdoor: molto di più di una vacanza all’aria aperta

I dati evidenziano un settore in piena crescita.

Il turismo outdoor, nel 2018, ha registrato un fatturato di 4.9 miliardi di euro, con una stima di crescita di 1,3 punti percentuali per il 2019.

Le presenze registrate sono state 68 milioni e si prevede un aumento del 2,3% per l’anno successivo.

Le strutture ricettive coinvolte nel sondaggio sono state 2,500 in tutta Italia e di queste, il 77% si sono dimostrate attive online.

Dallo studio emerge la descrizione di un turista sempre più digitale, pronto, una volta rientrato a casa, a esternare le sensazioni appena vissute sul web (social in particolare).

I commenti, raccolti dal 15 maggio al 15 settembre 2018, sui principali social, portali e OTA, sono stati quasi 130.000.

Rispetto al 2017, il numero delle recensioni lasciate dai visitatori è cresciuto del 5,5%.

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Le recensioni evidenziano come, anche la soddisfazione generale dei clienti che scelgono la vacanza all’aria aperta, sia aumentata.

La percentuale di soddisfazione degli ospiti outdoor è cresciuta dello 0,3% rispetto all’anno passato, salendo a 80,5%.

A spiccare, in questo contesto, è il settore dell’accoglienza che, non solo rappresenta l’elemento cardine dell’esperienza di soggiorno nelle strutture outdoor (pesa per il 22% nelle recensioni), ma è anche quello che raccoglie il miglior livello di Sentiment positivo (89,4%).

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Vacanza all’aria aperta: tipologia del turista outdoor

Sempre più spesso le famiglie optano verso soluzioni “attive”, che permettano ai bambini di giocare imparando, per vivere un’esperienza di relax capace di coinvolgere sia grandi, che più piccoli.

Questa tendenza emerge anche dal rapporto.

Le famiglie rappresentano, infatti, oltre la metà dei turisti outdoor in viaggio durante l’estate 2018 (66%), con livelli di soddisfazione dell’offerta superiori alla media delle altre tipologie.

A seguire troviamo le coppie (23%) e gruppi di amici (8%).

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La vacanza all’aria aperta in Italia è molto apprezzata anche dal turista straniero. Il principale mercato di provenienza del viaggiatore outdoor è la Germania con il 19%, seguita dall’Olanda al 12% e dalla Francia con il 10%.

I tedeschi risultano anche i primi per recensioni rilasciate (20%), mentre i polacchi si attestano al primo posto come livello di soddisfazione (87,2%).

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Le regioni con un maggiore appeal per il turismo outdoor sono…

La regione che ha ottenuto maggiore percentuale di soddisfazione degli ospiti outdoor, nel 2018, è stata la Valle d’Aosta, con l’89,4%, +1,6 punti rispetto al 2017. A seguire Trentino Alto Adige e Basilicata con 85,5%, sulla scia di Matera capitale della cultura.

Mentre il Veneto risulta al primo posto per numero di recensioni, con la Toscana e la Puglia subito dietro.

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Sono numeri davvero incoraggianti che fanno ben sperare per il futuro.

Con un giro d’affari pari a circa 5 miliardi di euro compreso l’indotto, il comparto dell’open air in Italia conferma trend in crescita sia quanto a presenze che a valore di mercato. Si tratta di numeri che non possono essere ignorati, anche e soprattutto in relazione al potenziale di sviluppo del segmento, che lo rende una fetta sempre più importante dell’industria del turismo”, ha dichiarato Marco Galletti, CEO di HumanCompany.

La vacanza all’aria aperta attira sempre più persone. Dai cicloturisti agli amanti del trekking, dagli amanti delle passeggiate a cavallo ai camperisti, il comun denominatore è sempre lo stesso: dedicare del tempo a sé stessi e alla propria famiglia, lontano dai ritmi della vita moderna.

Vacanze all’aria aperta e turismo outdoor: cosa dobbiamo aspettarci

È difficile etichettare il turista outdoor, ma possiamo riassumerne così i tratti salienti:

  •         Va alla ricerca di esperienze uniche
  •         Si pone al di fuori del concetto di stagionalità
  •         Rispetta le logiche del turismo slow
  •         Pone la sostenibilità come focus del viaggio

Alla luce di tutto questo, come dice Massimiliano Vavassori, direttore Relazioni istituzionali e Centro studi del Touring Club Italiano: “la messa a punto di un’offerta nazionale di turismo attivo sarebbe quasi naturale viste le caratteristiche climatiche e morfologiche della nostra Penisola. In particolare la sentieristica e i cammini storici e religiosi sarebbero da sviluppare ancora di più in termini di dotazioni infrastrutturali e di servizi ricettivi collegati, costruire delle dorsali in grado di connettere l’offerta di prossimità consentirebbe di creare le basi per veri e propri prodotti turistici con stagionalità allargate”.

L’esigenza è quella di avere servizi e territori più accessibili in termini di connettività e prezzi. Nonché, l’offerta di esperienze sempre più diversificate che possano attirare l’attenzione di questa tipologia di viaggiatore così eterogenea.

Se il turista outdoor non accetta etichette, allora anche la tua offerta deve variare il più possibile da quelle standardizzate presenti.

I pacchetti che offri dovrebbero essere quanto più simili ad un abito confezionato su misura, e puntare alla valorizzazione del tuo territorio. A quelle caratteristiche che lo rendono peculiare. Se volessimo catturare questo mercato regionale dovremmo anche orientare la nostra comunicazione in linea alle esigenze che abbiamo visto. Che ne dite ne con questi numeri varrebbe la pena investire in questa direzione?  

 

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